Cinisello Balsamo. Non basta vivere più a lungo. La sfida, oggi, è vivere meglio. È attorno a questo cambio di prospettiva che si è sviluppato il convegno “Prevenzione: il principio attivo per la longevità”, promosso da AMF SpA insieme a Come Stai S.p.A. a Cinisello Balsamo, che ha riunito istituzioni, esperti sanitari e protagonisti dell’innovazione digitale per ripensare il ruolo della prevenzione nel sistema salute.
Un tema sempre più urgente in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescita delle patologie croniche. In Italia, oltre il 40% dei cittadini convive con almeno una malattia cronica e uno su cinque con due o più. Numeri che raccontano un sistema ancora troppo orientato alla gestione della malattia, più che alla sua anticipazione.
Eppure, come dimostra il caso della Svezia, dove tra il 2005 e il 2025 la popolazione ha guadagnato tre anni di vita in buona salute, investire in prevenzione non è solo possibile, ma efficace. Una leva concreta, emersa più volte nel corso degli interventi, capace di aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni.
Dalla cura alla prevenzione: un cambio culturale prima ancora che sanitario
Il nodo centrale è culturale. La prevenzione è l’unico ambito della sanità in cui il successo non si vede subito: si investe oggi per evitare un problema domani che, idealmente, non si presenterà mai. Un paradosso che la rende spesso invisibile e sottovalutata.
Da qui la necessità, ribadita dai relatori, di spostare il baricentro: dall’emergenza alla continuità, dall’ospedale al territorio, dall’episodio alla relazione.
Non si tratta più solo di curare, ma di intercettare segnali deboli, individuare fattori di rischio e agire prima che diventino patologie. Anche perché molti di questi segnali restano invisibili: il 31% della popolazione è ipertesa, oltre 4,5 milioni di persone presentano condizioni di prediabete, spesso senza esserne consapevoli.
La farmacia come infrastruttura territoriale della salute
In questo scenario di trasformazione, emerge con forza un attore chiave: la farmacia.
Storicamente centrata sulla dispensazione del farmaco, oggi è chiamata ad evolvere in qualcosa di più ampio: un presidio di prossimità capace di accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso della salute.
Non solo un luogo fisico, ma una rete capillare basata sulla fiducia. Perché la prossimità non è soltanto geografica: è relazione, conoscenza diretta delle persone, capacità di intercettare bisogni inespressi.
Il farmacista diventa così uno dei primi attori sanitari in grado di leggere i segnali precoci e orientare i comportamenti. Un ruolo che va oltre la dispensazione: aiutare le persone a restare dentro il proprio percorso di salute.
Ma la farmacia, da sola, non basta. Il futuro passa da una rete integrata territoriale, in cui la farmacia diventa uno snodo fondamentale, in connessione con gli altri attori del sistema sanitario.
Tecnologia: da strumento a leva strategica
L’app comestai rappresenta un esempio concreto di come il digitale possa trasformare il ruolo della farmacia all’interno del sistema salute. Attraverso una tecnologia, la rPPG, che utilizza la fotocamera dello smartphone per effettuare uno screening clinico, rende possibile un monitoraggio rapido, non invasivo e scientificamente fondato, accessibile direttamente nel punto di prossimità.
Per il farmacista, questo si traduce nella possibilità di offrire un servizio evoluto senza necessità di formazione specialistica né di attrezzature aggiuntive. Un passo concreto verso un modello di salute territoriale in cui la prevenzione diventa quotidiana e la longevità si costruisce un controllo alla volta.
In questo scenario, la tecnologia non sostituisce la relazione, ma la rafforza. Strumenti digitali, piattaforme e soluzioni di telemedicina permettono di estendere la cura oltre il momento della visita o dell’acquisto, mantenendo viva la connessione con il cittadino nel tempo. Monitoraggio continuo, raccolta dati e capacità di intercettare variazioni nello stato di salute rendono finalmente possibile una prevenzione concreta e sistematica.
È proprio qui che emerge il valore strategico di soluzioni come comestai: aiutare le farmacie a rimanere centrali in un ecosistema in evoluzione, rafforzando il loro ruolo e migliorando l’aderenza dei cittadini ai percorsi preventivi. Un aspetto cruciale, considerando che ancora oggi la partecipazione ai programmi di prevenzione spesso non supera il 50%.
Una responsabilità condivisa
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la prevenzione non è solo una questione di sistema, ma anche di responsabilità individuale.
La disponibilità di dati, strumenti e presidi sul territorio rende oggi possibile un approccio più consapevole alla salute. Ma serve un cambio di mentalità: da pazienti passivi a cittadini attivi.
“La vera innovazione” – è stato sottolineato – “è portare la prevenzione nella vita quotidiana delle persone”.
Un passaggio che segna una svolta. Non solo per la farmacia, ma per l’intero sistema sanitario.
Un’opportunità storica
Siamo di fronte a una crisi del modello tradizionale, della sanità e della farmacia: ma, come ogni fase di transizione, si prospetta anche una grande opportunità: quella di costruire un sistema sanitario più sostenibile, più vicino alle persone, più orientato alla qualità della vita.
La domanda, oggi, non è se la prevenzione sia possibile. Gli strumenti, i dati e i modelli ci sono già.
La vera domanda è: siamo pronti a renderla operativa?
Dal confronto tra i relatori, la risposta è un sì convinto.
Perché ogni giorno, in Italia, cinque persone su dieci scoprono troppo tardi qualcosa sulla propria salute che avrebbero potuto prevenire.
E cambiare questa statistica è, prima di tutto, una scelta personale.
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