“Il cardinale Camillo Ruini è stato una figura di spicco della Chiesa italiana, un fine teologo, un uomo di fede profondissima e di cultura sterminata. Durante la sua malattia Giovanni Paolo II sapeva di poter contare su tre figure ecclesiali straordinarie: il cardinale Ratzinger per le questioni di dottrina, il cardinale Sodano per la politica estera vaticana, il cardinale Ruini come cardinale vicario per la Diocesi di Roma e come presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Erano anni in cui le diocesi italiane erano guidate da figure straordinarie quali Martini a Milano, Saldarini a Torino, Siri e Canestri a Genova, Pappalardo a Palermo. Anni in cui la Chiesa dovette affrontare problemi non semplici: il venir meno della pratica religiosa, i cambiamenti politici con la crisi della Democrazia cristiana, lo scandalo di tangentopoli, gli attentati mafiosi con la strategia della tensione”. Così all’Adnkronos Suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica ed esperta in politiche scolastiche e, di recente, relatrice a uno degli incontri organizzati da Edufest a Cinisello Balsamo.
“La Chiesa italiana sapeva di avere nel cardinale Ruini un baluardo della difesa dell’uomo, una difesa fondata sulle ragioni della fede, della razionalità e della cultura. E anche quando vi era chi lo rendeva oggetto di satira per la sua difesa della sacralità della persona, anche in quella occasione il cardinale seppe andare oltre, con signorilità e simpatia. Mi auguro che nella Chiesa, come nella società, sorgano tanti altri uomini e tante altre donne con le stesse qualità umane e intellettuali del cardinale Ruini e siano in grado di metterle a disposizione degli altri, proprio come ha fatto lui. Eminenza, preghi per noi, così come noi pregheremo per lei”, conclude Suor Anna Monia Alfieri.





