Giocare online è così facile? È da questa domanda che parte l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, che ha condotto una ricerca per analizzare la questione del gioco problematico in Italia, con un focus particolare sui giovani.
Oltre 6 mila studenti e studentesse coinvolte, tra cui moltissimi giovani di Milano e Lombardia, nella fascia anagrafica che va dai 14 ai 17 anni, nei primi mesi del 2024. Un’indagine importante per capire qual è la situazione del gambling italiano e cosa fare per risolvere gli attuali problemi.
Casinò regolamentati e misure di sicurezza
Partiamo proprio dall’attualità per provare a rispondere alla domanda dell’ISS. Per farlo proviamo a capire cosa fanno i casino online con regolare licenza ADM per limitare l’accesso ai minori. La ricerca condotta dall’Istituto Superiore della Sanità pone una questione importante: è così facile per i giovani di oggi accedere ai giochi in rete? Se parliamo di gioco legale la risposta non può che essere negativa, a causa delle misure di restrizione adottate dai casinò online dotati di licenza ADM.
Le piattaforme del circuito legale, quindi controllato e certificato da enti e istituzioni statali, presentano sistemi di sicurezza sempre più precisi e complessi, monitorati ciclicamente sia dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che da società esterne. Il gioco, infatti, è vietato ai minori di 18 anni e ogni volta che ci si iscrive su un sito di gioco online è necessario inviare un documento d’identità per dimostrare la propria età e identità. Stessi controlli che avvengono sulle transazioni economiche, che vengono eseguite con programmi crittografici e analisi incrociate. Negli ultimi tempi si è tornati a parlare poi dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, come sistema di autenticazione per accedere alle piattaforme di gioco, limitando ulteriormente qualsiasi fruizione da utenti minorenni.
I dati della ricerca dell’ISS
Veniamo adesso alla ricerca, che mette in luce un numero di giocatori problematici in crescita, soprattutto tra i minori e anche in Lombardia. I giocatori problematici sono passati da 68 mila a 90 mila mentre quelli a rischio sono aumentati da 80.000 a oltre 136.000. Le percentuali continuano a essere più alte tra i maschi (il cui numero è diminuito dal 62,5% nel 2017 al 58,9% ma quelli con un rapporto problematico con il gioco sono cresciuti al 6,1% rispetto al 5,3% del 2017). Le giocatrici femmine, invece, mostrano un leggero aumento nel numero di chi si dichiara in difficoltà (dallo 0,7% nel 2017 all’1,2%).
Elemento chiave in tutto questo è il trend di crescita del gioco online: nel 2017, solo il 21% degli studenti tra i 14 e i 17 anni giocava online, mentre nel 2024 la percentuale è raddoppiata al 42%. Attualmente, il 57,9% gioca nei luoghi fisici, il 15,2% solo online (rispetto al 3,8% del 2017) e il 26,9% utilizza entrambi i canali.
Bisogna intervenire quindi sia sulla filiera terrestre che su quella digitale per mettere in sicurezza il gioco pubblico. E soprattutto per tutelare i giocatori più fragili: quelli più giovani.





