Lun. 17 Giu. 2024
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Giro 2024: Pogačar dominio assoluto, Pellizzari la grande rivelazione. A Merlier l’ultimo sprint

Anche il Nord Milano protagonista della corsa rosa. Lo scalatore marchigiano della VF Group-Bardiani CSF-Faizanè ha corso con le bici De Rosa, l'azienda storica di Cusano Milanino. In evidenza il giovane Tiberi

Strepitoso, debordante, esagerato. Tadej Pogačar è stato il dominatore assoluto del Giro d’Italia edizione 2024. Non ha avuto rivali, ha conquistato la maglia rosa fin dalle tappe inziali, ha dato spettacolo nella cronometro e in salita. Tornerà a casa questa sera con 6 vittorie. Nemmeno Merckx aveva vinto con un distacco come quello inferto dallo sloveno ai suoi avversari.
Il Cannibale vinse nel ’73 con 7’42” su Gimondi e per trovare distacchi simili a quello di quest’anno bisogna risalire al 1965 di Adorni (secondo Zilioli a 11’26”).
Si dirà però che la maglia rosa non ha avuto avversari. In parte è vero. Se facciamo però un confronto con le prestazioni di alcuni corridori del recente passato scopriamo che lo sloveno su una salita come il monte Grappa su un corridore come Nibali avrebbe inferto distacchi intorno ai 4 minuti. Mentre gli altri arrancavano, lui pedalava in scioltezza e in alcuni casi dava addirittura l’impressione di allenarsi. Tutto il contrario di Pantani che arrivava sul traguardo con il volto stravolto dalla fatica e nemmeno parente di Merckx che vinceva con “cattiveria”. Nella tappa del Monte Grappa ha vinto, più o meno, come Fausto Coppi.  Tadej vince e perde sempre con il sorriso.

Pellizzari, la grande conferma

Giro scontato e noioso? Tutt’altro! Abbiamo visto all’opera il giovane Pellizzari. Il marchigiano, protagonista di alcune tappe di montagna, è stato a un passo dall’impresa.
In generale tutti icompagni di squadra di Pellizzari che hanno corso con le bici De Rosa, sono stati nel vivo della corsa. Prendiamo l’eterno Pozzovivo, per esempio, che ha
raggiunto le 18 partecipazioni alla corsa rosa, lo stesso record di Miro Panizza, che dalla ha avuto dalla sua anche due tappe, la maglia rosa per sei giorni e 9 piazzamenti tra i primi dieci.

Domenico Pozzovivo

La borraccia regalata al bambino

E poi non si può essere non soddisfatti delle prestazioni degli italiani: un ritrovato Ganna, un ottimo Milan protagonista degli arrivi veloci, bravissimo anche Tiberi che ha centrato
l’obbiettivo di entrare nei primi 5 della classifica generale.
La maglia rosa, soprattutto, è riuscita a entrare nel mood della gara, ha interpretato il copione, ha saputo divertire e divertirsi. L’episodio del regalo della borraccia al bambino è emblematico. Sabato, mentre stava affrontando lo “strappetto” del “Pianaro”, che spezzava la lunghissima discesa dalla cima del Grappa a Bassano, un giovanissimo tifoso si è affiancato al fuoriclasse sloveno, incitandolo chiedendogli “la borraccia, la borraccia”. E Tadej non si è fatto pregare per la gioia incredibile del giovane. A poche decine di metri c’era il massaggiatore, pronto a passargli l’ultima borraccia della giornata. La maglia rosa non ci ha pensato su due volte: l’ha presa con la mano destra e, contestualmente,  l’ha regalata al bambino. Un gesto meraviglioso che incarna lo spirito bambino del Giro d’Italia. Di questa edizione del Giro, fra 10, 20, 100 anni, ci ricorderemo probabilmente solo di questo episodio.
Angelo De Lorenzi 

Ordine d’arrivo

1) Tim Merlier (Soudal-QuickStep) in 2h50’51”
2) Jonathan Milan (Lidl-Trek) s.t.
3) Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) s.t.
4) Fernando Gaviria (Movistar) s.t.
5) Tim Van Dijke (Team Visma | Lease a Bike) s.t.
6) Stanisław Aniołkowski (Cofidis) s.t.
7) Alberto Dainese (Tudor) s.t.
8) Giovanni Lonardi (Team Polti Kometa) s.t.
9) Caleb Ewan (Jayco AlUla) s.t.
10) Donovan Grondin (Arkéa-B&B Hotels) s.t.

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