Gio. 25 Lug. 2024
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PER CHI SUONA LA CAMPANELLA? Se per educare occorre imparare a educarci

Alla vigilia dell'inizio delle scuole in Lombardia un gruppo di insegnanti di Paderno Dugnano si è riunito per fare il punto della situazione. A introdurre l'incontro le parole di don Dino Valente, responsabile della Comunità Pastorale San Giovanni Paolo II. L'incontro è stato preceduto dal pranzo che si è tenuto nel parco del centro parrocchiale di Dugnano offerto dalla scuola Don Bosco

La scorsa settimana, proprio pochi giorni prima del suono della prima campanella scolastica, un gruppo di insegnanti di Paderno Dugnano di “Insieme per Educare ed Educarci” si è riunito per fare il punto della situazione. Una realtà fatta di scuole paritarie, comunità pastorali, centri culturali e associazioni famigliari, che ha sentito il bisogno di un momento di condivisione e di aiuto per facilitare una ripartenza. La maggior parte degli intervenuti lavorano negli istituti paritari della città. Alla vigilia del nuovo anno scolastico hanno raccontato le loro preoccupazioni, ma hanno anche comunicato il desiderio di un nuovo inizio, il fascino per un nuovo cammino assieme ai ragazzi.

A introdurre l’incontro organizzato con gli amici  de Il Portico di Salomone, le parole di don Dino Valente, responsabile della Comunità Pastorale San Giovanni Paolo II di Paderno Dugnano: “Io devo farmi educare da Dio se voglio educare. Dio educa il suo popolo proprio entrando dentro la storia, facendosi carne e coniuga questi tre verbi: educare, comunicare e vigilare“. Chi educa?: “Gesù che cammina coi suoi discepoli cammina con le folle ed educa con un messaggio nuovo, un messaggio antico con un linguaggio nuovo”. Che cosa comunicare?“: “La passione per verità, onestà, lealtà, bellezza, solidarietà, entrando però in un dialogo, altrimenti dici solo delle parole”. E poi conviene vigilare perché “Il desiderio che quello che hai comunicato l’altro lo stia vivendo. Il paradigma perché l’altro lo stia vivendo è sentirsi dire: che bello, mi hai appassionato”.

“Educare è passione per l’uomo, è una vocazione”

Don Dino ha poi parlato delle coordinate fondamentali del cammino dell’insegnante/educatore richiamando l’insegnamento del cardinale Carlo Maria Martini:  “Il processo educativo – egli diceva –  esige da parte dell’insegnante un rapporto personale e nello stesso tempo comunitario verso il singolo discente e la classe”. Occorre che il rapporto dell’insegnante sia personale e comunitario ed è preferibile aiutare gradualmente e in maniera progressiva verso l’incontro con la verità: “Ti dico queste cose – ha spiegato don Dino – per il tuo bene, perché tu sia felice”. “L’esperienza dell’insegnamento – ha proseguito il sacerdote – va vissuta con gradualità stando legati alla realtà nel cammino che i ragazzi stanno facendo”. Certo, non mancheranno le fatiche durante l’anno e i momenti di conflittualità: “L’insegnante inizia un dialogo in cui insegnante e studente devono e possono crescere. Magari occorrerà essere talvolta energici, non in maniera impositiva, ma con passione”. L’insegnamento, poi, è un cammino: “Occorrerà progettare e riprogettare insieme. Quello che facevo lo scorso anno magari non va più bene per quello che sta iniziando”.

L’intervento del sacerdote si è concluso così: “Educare è passione per l’uomo: Far crescere nuove generazioni è bello, entusiasmante. Una vocazione”.

“Insieme è meglio”

Il concetto del lavorare insieme è stato ripreso da molti docenti senza perdere di vista l’obiettivo comune da condividere con le famiglie. Ecco le parole di una giovane insegnante: “Siamo in un momento storico in cui la famiglia deve essere dentro la scuola, non solo per vedere solo quello che facciamo con i loro figli, ma perché non possiamo prescindere da ciò che il ragazzo ha intorno. Solo così riusciamo a trasmettere loro qualcosa di unico: ovvero  il messaggio che noi adulti li abbiamo in mente, abbiamo in mente costantemente tutti i bambini uno per uno. Un mondo adulto che li conosce e li riconosce per il loro valore. Per educare insomma ci vuole proprio un villaggio”. “Si sente la fatica del nostro lavoro – ha aggiunto un’altra insegnante – ma si può e si deve fare tutto questo insieme. È tanta roba!”.

Non sono mancati anche gli interventi di alcuni insegnanti che lavorano nello Stato: “Quando inizio a insegnare, lo faccio con una grande passione, con un forte desiderio e spirito di vocazione, ma sempre con molta paura pur insegnando da decenni. La possibilità di un ambito come questo mi permette di vedere dei volti amici che condividono un comune desiderio di confronto continuo e tutto ciò offre una nuova carica”. Fra gli invitati all’incontro anche Michela Scorta, assessora ai Servizi e Politiche Sociali, Famiglia, Diritti Civili, Integrazione Sociale, Sport, Associazionismo e Casa del Comune di Paderno Dugnano.

Insomma, in questa riunione abbiamo incontrato insegnanti appassionati al proprio mestiere vissuto come vocazione e tesi a un’amicizia e a un sostegno reciproco. Non abbiamo sentito parole appiccicate in aria e slogan di facciata , ma avvertito bisogni ed esigenze vere e, negli interventi, parole dette con dentro l’emozione, il fuoco e la passione del mestiere. L’incontro è stato preceduto dal pranzo organizzato nel parco del centro parrocchiale di Dugnano offerto dalla scuola Don Bosco.

 

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