Mar. 21 Mag. 2024
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La Pinarello sarà ceduta (secondo indiscrezioni) al miliardario sudafricano Ivan Glasenberg

La Pinarello starebbe per finire nelle mano del miliardario sudafricano Ivan Glasenberg, 66 anni, ex ceo del colosso minerario anglo-svizzero Glencore, grande appassionato di sport, in particolare del triathlon. L’anticipazione è del Messaggero, notizia ripresa dal Gazzettino e dalle pagine di economia del Corriere della Sera.

Per il momento si tratta di un’indiscrezione, ma le intenzioni di Mr Glasenberg (ha un patrimonio di 8,6 miliardi secondo la classifica Forbes) sarebbero serie e in questo modo egli avrebbe così battuto il fondo belga Rivean e il colosso olandese Accell da tempo interessate all’azienda trevigiana.

Il miliardario interessato all’azienda di  conta un patrimonio stimato di 8,6 miliardi nella classifica Forbes.

La Pinarello, che si trova a Fontane di Villorba (Treviso), è controllata (all’80 %, le altre quote sono di Fausto Pinarello) dal private equity che annovera tra i maggiori finanziatori il colosso del lusso Lvmh e che ora sarebbe intenzionata a cederla.

Il brand Pinarello, nella bike economy mondiale, è più di un riferimento. Si tratta di un marchio di lusso, un marchio di punta di un settore che va molto forte. Il bilancio dell’azienda al 30 giugno 2022 vedeva un fatturato di 84 milioni (+24%) e un margine operativo lordo lievitato del 30% rispetto all’anno precedente.

Nani Pinarello, l’ultima maglia nera

Il fondatore dell’azienda, Nani Pinarello, corse in bicicletta tra il 1946 e 1953 nei  professionisti. Non era fortissimo. Nel 1951 fu ultimo al Giro d’Italia, maglia nera, simbolo dell’ultimo e ultima della storia. Fece passerella al Vigorelli con Fiorenzo Fiorenzo Magni, vincitore di quell’edizione. Nel 1952 la sua squadra lo convocò ancora per il Giro, poi all’ultimo lo lasciò a casa preferendogli Pasquale Fornara. Gli versò 100 mila lire per il disturbo. Nani se ne tornò a Catena di Villorba, pochi chilometri fuori Treviso, e lì aprì un’officina. Da allora iniziò la sua favola di costruttore di bici, un’azienda oggi corteggiata da un miliardario sudafricano.

Angelo De Lorenzi 

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