Le formule part time sono tra le più diffuse in Italia, soprattutto all’interno della popolazione femminile.
A confermarlo è un articolo apparso sul Sole 24 Ore in cui si evidenzia che nel 2021 la metà dei nuovi contratti per le donne è proprio part time. Per l’esattezza la percentuale raggiunge il 49,6%, a fronte del 26,6% tra i soggetti di sesso maschile.
Al di là delle valutazioni sociali e culturali, per le quali si conferma reale la discontinuità e la precarietà del lavoro femminile, c’è un aspetto che a livello pratico è importante considerare: il calcolo delle ferie maturate.
Si tratta di un fattore la cui conoscenza è essenziale sia per i dipendenti che per i titolari delle aziende, per i quali appare prioritario evitare che il proprio personale si trovi ad accumulare un numero eccessivo di giorni di riposo.
Caratteristiche del lavoro part time
Le caratteristiche del lavoro parziale, questo il nome tecnico del cosiddetto part time, si trovano ben esplicitate sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il quale precisa che si tratta “di una forma di occupazione flessibile con un particolare regime dell’orario di lavoro, inferiore rispetto a quello ordinario a tempo pieno (c.d. full-time) pari, di regola, a 40 ore settimanali o a quello comunque determinato dalla contrattazione collettiva”.
A disciplinare il lavoro parziale è il Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n.81, in particolare agli articoli compresi tra il 4 e il 12, dove viene stabilito il modo in cui può essere strutturato l’orario di lavoro. In base a tali parametri il part time può essere:
- Il dipendente lavora tutti i giorni ma per un tempo inferiore.
- Il dipendente lavora a tempo pieno ma solo per alcuni giorni la settimana, il mese, l’anno.
- In questo caso viene concordato un mix delle due formule precedenti.
Le clausole del contratto possono essere sia flessibili (con modifiche per quanto riguarda l’orario) sia elastiche (portando a un eventuale incremento delle ore). È contemplata la possibilità del lavoro supplementare, retribuito con un surplus del 15%.
Le ore minime nei contratti part time a settimana sono 16 e possono toccare fino alle 20 o 30 ore. La retribuzione sarà differente a seconda delle ore effettivamente svolte.
Le ferie nei contratti part time
In generale il calcolo delle ferie è il medesimo, a livello procedurale, tanto nei contratti part time che in quelli full time. In entrambi c’è l’obbligo di fruire durante l’anno di un periodo di riposo essenziale per la salute.
Essendo le regole le stesse, significa che il dipendente matura le ferie in quei periodi in cui lavora per almeno 15 giorni. C’è un’eccezione ed è valida per i periodi di assenza che non comportano la sospensione della stessa maturazione delle ferie.
Ci sono anche delle differenze interne e dipendono in primo luogo dalla tipologia contrattuale adottata, ovvero se il part time predisposto è verticale, orizzontale oppure misto. Il punto di partenza rimangono sempre le ore effettivamente lavorate.
Pertanto, un dipendente con part time orizzontale matura le ferie in maniera analoga a un lavoratore full time. Per i lavoratori a regime verticale o misto, invece, il godimento delle ferie non è riconosciuto totalmente in quanto definito in base alle ore effettuate.
Ribadiamo volentieri che i diritti sono gli stessi per tutti i lavoratori, inclusi ad esempio quelli legati a situazioni quali la maternità, la malattia, l’infortunio e via dicendo. Si tratta in ogni caso di un lavoratore subordinato il quale offre una prestazione a un datore di lavoro in maniera continuativa.
Come calcolare le ferie nei contratti part time
Se una volta la maggior parte delle aziende effettuava il calcolo delle ferie manualmente oggi, con l’introduzione degli strumenti digitali, questo non è più necessario.
Sono diversi i software che permettono una gestione integrata di tutto ciò che interessa i dipendenti, compreso il preciso calcolo delle ferie, il quale diventa semplice, immediato e prontamente aggiornato. Si trova a disposizione sia del dipendente che del datore di lavoro nonché del personale amministrativo.
Una soluzione che rappresenta una valida alternativa a quanti continuano ad adoperare programmi come word ed excel, meno precisi e puntuali, non dissimili nell’errore dai fogli trascritti a mano.
Con i nuovi programmi dedicati si avrà modo di avere un calcolo affidabile e allo stesso tempo si avrà modo di prestare attenzione che non il dipendente non si trovi in una situazione di eccessivo accumulo di ore: una situazione controproducente tanto per la sua salute che per quella dell’azienda.



