Lun. 20 Mag. 2024
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La festa al Vigorelli per celebrare il record dell’ora di Fausto Coppi

Ottant’anni fa sulla magica ellissi del velodromo Vigorelli Fausto Coppi firmava il suo storico record dell’ora. Il campionissimo migliorò di poco più di 30 metri la prestazione del francese Maurice Archambaud: 45,798 km contro i 45,767.

Domani, domenica 13 novembre, il Comitato del “Vigo” – un manipolo di seri appassionati – celebrerà l’impresa rimasta nella storia. Pertanto l’usuale sessione di allenamento sarà arricchita dall’arrivo di un gruppo di ciclostorici, che partirà in bici da Castellania – terra natale di Coppi – per raggiungere il Vigorelli e dalla lettura di alcune memorabili pagine su quello storico record fatta dallo scrittore e giornalista Gino Cervi. Tra le ore 10:00 e le ore 11:00 sarà possibile seguire una visita guidata al Velodromo (previa prenotazione scrivendo a: pedala@vigorelli.eu).

L’impresa di Coppi

Coppi arriva al velodromo in bici direttamente da Castellania, dopo aver fatto una pedalata di un centinaio di chilometri per “riscaldarsi”. Alle 14 e 12 minuti il giudice di gara dà il via e parte. Fausto pedala su una bici speciale realizzata da Ugo Bianchi, il meccanico della Legnano a cui ha dato una mano anche Faliero Masi, maestro telaista: pesa sette chili, cerchi in legno e tubolari in seta da 110 grammi (anteriore) e 120 grammi (posteriore). I rapporti sono 52 x 15, con uno sviluppo di 7,38 m per pedalata. Pedivelle da 171 cm.

La prestazione di un giovane Fausto Coppi fu straordinaria per una serie di motivi. Il clima era di guerra, così racconta Mario Fossati in un memorabile scritto apparso su “Repubblica” il 17 luglio 2005: “La folla premeva paurosamente ai cancelli. Nei bar della Bullona, a un passo dal Vigorelli, parlano del 7 novembre del 1942. Un cielo basso sporco di guerra perduta. Sotto la tettoia un pubblico dal cappotto rovesciato, dal bavero sdrucito. Coppi, in forza al 38° Fanteria, ha strappato una licenza. Il colonnello, che volutamente lo ignora, vuole spedirlo in Africa: e lui tenta di battere il record dell’ora di Archambaud per commuovere chi di dovere. Una bicicletta avara di alluminio, una maglia di lana a cinque tasche; un tocco di campana scandisce i tempi di marcia. Coppi batte Archambaud. Scende di sella al crepuscolo. È ammazzato di fatica, non è assolutamente in grado di assaporare il trionfo. L’atmosfera di guerra, il freddo, l’improvvisazione, l’insufficienza meccanica lo avevano fatto soffrire come una bestia. Al ritorno in caserma Fausto apprenderà di essere stato aggregato al 36° Fanteria, destinazione Tunisi via Sciacca. Il 23 aprile 1943 Fausto Coppi era un “prisoner of war””.

Libri e scritti sulla storia del Velodromo Vigorelli

Se desiderate approfondire la storia del Vigorelli e dei suoi intrecci con quella politica e sociale del Novecento, esiste una ricca bibliografia curata dal Comitato Velodromo Vigorelli.

 a cura di Angelo De Lorenzi

Tra genio e passione per il lavoro. Nasce “La Collezione”, il Museo delle bici di Ernesto Colnago

 

 

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