Ven. 02 Dic. 2022
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Sesto San Giovanni, Area S vs Area B. La provocazione lanciata dal sindaco Di Stefano

Il sindaco sestese pronto a dare battaglia contro le nuove restrizioni di Area B entrate in vigore lo scorso 1° ottobre che penalizzano i Comuni della prima cintura milanese

“Pronti a fare ostruzionismo”. Non arretra di un millimetro il sindaco sestese Roberto Di Stefano, agguerrito più che mai contro la scelta dell’omologo milanese Beppe Sala di introdurre nuove limitazioni per l’accesso ad Area B, entrate in vigore lo scorso 1°ottobre, all’interno del Comune di Milano. Una decisione non condivisa con i Comuni della prima cintura milanese sui quali si riverseranno le principali conseguenze sia dal punto di vista della viabilità, con un aumento notevole del traffico, che sotto il profilo dei parcheggi.

L’Area S, perché no?

Ecco allora l’ipotesi provocatoria del sindaco Di Stefano, quella che lui stesso definisce Area S, una sorta di Area B al contrario: Abbiamo in mente di realizzare anche noi dei varchi di accesso al confine con Milano in maniera tale che il milanese che vuole entrare nei nostri Comuni dovrà pagare e quelle risorse le useremo per compensare l’inquinamento che Sala sta scaricando sui comuni della prima cintura milanese”, ha detto ai microfoni di Local Team. “Sala fa l’ecologista con l’inquinamento degli altri perché ha preso una decisione che non risolve il problema dell’inquinamento ma lo sta spostando sui Comuni della prima cintura”.

Tra quelli più penalizzati c’è proprio Sesto San Giovanni, con le sue tre fermate della linea MM1 della metropolitana, di cui una capolinea, ma sono nella medesima situazione anche altri Comuni come Cologno Monzese o Vimodrone, che si troveranno a fare i conti con il traffico pendolare di oltre 450mila veicoli da lunedì scorso interdetti all’accesso a Milano a causa delle nuove restrizioni della Ztl.

Penalizzati i pendolari

E i primi nodi stanno già venendo al pettine: “Stiamo già notando nell’area di Marelli e di Fs numerosi veicoli pendolari che arrivano – ha proseguito Di Stefano -. Certo per i primi mesi il problema del traffico sarà attenuato dalle misure palliative introdotte insieme all’Area B, ma al termine di queste dubito che i pendolari avranno le risorse per cambiare completamente il mezzo, o le aziende il parco auto, oltretutto in un contesto come quello che stiamo vivendo con continui aumenti della benzina e delle materie prime. Quindi il traffico sarà scaricato sui Comuni limitrofi, creando un grosso problema per noi”.

“Siamo pronti a fare ostruzionismo”

E rincara la dose, puntando il dito contro Sala che oltre ad essere sindaco di Milano lo è anche di Città Metropolitana, ragion per cui ci si sarebbe aspettati un confronto con i territori per arrivare ad una scelta condivisa e non ideologica: “A questo punto bisognerà fare un gioco duro – avverte -, noi siamo pronti a fare ostruzionismo con un’area S dove i milanesi che passano da Sesto dovranno pagare. In questo modo o Sala capisce che certe scelte si fanno condivise con tutti i territori della Città Metropolitana, oppure se pensa di vivere solo ed esclusivamente per Milano città, escludendo e scaricando i problemi alla provincia, questo non è possibile e non glielo faremo fare”.

Verso un rinvio del provvedimento?

Intervenuto nel corso di un’edizione del Tg4, Di Stefano ha precisato che sono allo studio alcune contromisure insieme ai sindaci della prima cintura metropolitana milanese per contrastare le ricadute sui Comuni dell’hinterland: “Abbiamo proposto di rinviare di almeno un anno questa scelta, di sederci ad un tavolo e di condividere tutti insieme una soluzione in maniera tale che si possa incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico abbassando ad esempio il prezzo del biglietto della metropolitana, o ancora realizzare dei parcheggi di interscambio al di fuori dell’area B – spiega Di Stefano -,  il problema è una chiusura totale dall’altra parte. Sala sta facendo l’ecologista con l’inquinamento degli altri”.

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