Mar. 17 Mag. 2022
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Nord Milano: Progetto navigazioni: pubblico, privato e Terzo Settore insieme per contrastare la devianza minorile

5 territori coinvolti e 23 realtà insieme, il progetto selezionato da “Con i Bambini” muove i primi passi. 250 milioni di euro per contrastare la povertà educativa

Esperienze territoriali che si incontrano, si mescolano, si arricchiscono per dare linfa alle comunità e renderle sempre più educanti. Cinque territori coinvolti, un bouquet di 23 realtà tra pubblico, privato e Terzo Settore, un obiettivo comune: contrastare la povertà educativa e dare una risposta coordinata e integrata a giovani a rischio devianza o autori di reati. In una parola Navigazioni, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Come contrastare la devianza minorile

«Povertà educativa significa mancanza di accesso a opportunità educative e formative che causa una serie di conseguenze relative alla formazione, alla difficoltà per i giovani di scoprire i propri talenti e il conseguente ingresso nel mondo del lavoro e del contesto sociale», ha spiegato Francesco Marini, attività istituzionali Con i Bambini. «I giovani spesso soffrono la mancanza di riconoscimento di un proprio spazio nella società, di riferimenti stabili, difficoltà a integrarsi in un contesto che non riconoscono come il loro. Tutto questo li conduce a fenomeni di “criminalità” che con l’avvento della Pandemia sono stati esasperati».

È questo il contesto in cui ha mosso i primi passi Navigazioni, che è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa online che ha messo insieme operatori, stakeholder, giornalisti, Forze dell’Ordine.

«Il Fondo per contrastare la povertà educativa – ha sottolineato Marini – ha finanziato circa 450 progetti attraverso 14 bandi, con un impegno di circa 250 milioni di euro. Tra questi c’è Cambio Rotta che offre percorsi di formazione, e di vita, a giovani fino ai 21 anni in carico al sistema della giustizia minorile, che fa un passo avanti rispetto all’attuale sistema, prendendo in carico il minore e la sua famiglia per delineare percorsi olistici di reinserimento nella società».

Ragazzi e minori al centro, coesione e lavoro corale tra le forze in campo affinché i progetti di vita assumano il sapore di inclusione reale. Questa la fotografia di Navigazioni, che si muove in un panorama italiano delineato, quello appunto della presa in carico di giovani e ragazzi a rischio devianza. A presentare lo scenario Mario Abrate, Rappresentante USSM (Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni) di Torino.

«Al centro del contesto minorile non devono esserci sicurezza, legge e processo ma il minore e il suo futuro soprattutto in una comunità che vuole essere educante. Quando si parla di giustizia minorile si pensa soprattutto al carcere minorile. Seguiamo 20 mila ragazzi e quelli che hanno conosciuto anche solo un giorno di detenzione non sono più di 500», ha aggiunto Abrate, sottolineando come la maggior parte degli interventi previsti dalla giustizia minorile in Italia non si faccia tra quattro mura di un istituto, ma sul territorio. «Lavorare sul territorio significa non chiudere i ragazzi in contesti che non sono educativi e lavorare in prossimità con famiglie, scuole, associazioni sportive. La scommessa è quella di porre le basi per prevenire i reati e progetti come Navigazioni sono esattamente quello di cui abbiamo bisogno per vincerla».

«Tra gli aspetti innovativi di Navigazioni c’è il protagonismo del ragazzo che costruisce, insieme all’equipe multidisciplinare, il progetto più adatto a lui, prospettando il suo futuro partendo dal presente», ha commentato Paola Carbone dell’Ufficio tecnico Piemonte e Liguria, che tra le innovazioni portate in campo da Navigazioni ha citato anche il percorso di formazione che ha coinvolto tutti gli operatori e le metodologie utilizzate: percorsi multimediali, family conference, INFILM, murales. Azioni fondamentali per permettere ai ragazzi di riprendersi la propria vita e supportare le loro famiglie.

Motore aggregativo che ha reso possibile l’incontro tra pubblico, privato e Terzo Settore è il Consorzio Nazionale Idee in Rete, di cui è presidente Marco Gargiulo. «Siamo contenti di aver svolto questo ruolo perché risponde alla nostra vocazione. Il nostro è un progetto a filiera che nasce dall’unione di più soggetti e che punta a portare avanti quattro obiettivi fondamentali: evidenziare, promuovere e valorizzare esperienze virtuose presenti nella nostra rete; favorire l’innovazione dei modelli di welfare non solo in termini di strumenti, ma anche e soprattutto di processi, e Navigazioni si inserisce perfettamente in questa filosofia; aprire strade di collaborazione tra pubblico e privato in ottica di dialogo e co-progettazione; rispondere, come Terzo Settore che opera nella e per la comunità, al bisogno di futuro, inclusione, protagonismo e partecipazione delle persone più fragili, cercando di non lasciare indietro nessuno».

Costruire reti porta risorse

Un tema, quello della co-progettazione, che lega tutte le realtà in campo. «Costruire reti ampie porta risorse e idee ma comporta anche rischi di dispersione e conservazione delle proprie specificità. Rischi che sin dall’inizio abbiamo messo a fuoco e gestito fino ad arrivare a un risultato positivo», ha affermato Antonella Brandone, presidente Il Sestante. Il team di Navigazioni è nato nella primavera del 2020, nel periodo più buio del lockdown, che da ostacolo si è trasformato in stimolo. «Cambio rotta ci ha stimolato a guardare al futuro, soprattutto dei ragazzi, e ci ha spinti a superare anche la difficoltà di progettare con la distanza fisica, grazie all’abitudine al confronto e alla costruzione di percorsi condivisi nati da esperienze precedenti». Come quella di Relig – Rete Liguria, progetto nato nel 2014 che ha dato vita a un modello condiviso di presa in carico dei minori.

Tutto il progetto è realizzato con: Consorzio Il Sestante, ente capofila – Savona; Consorzio Nazionale Idee in Rete – Roma; Consorzio Idea Agenzia per il Lavoro s.c.s, Pinerolo – Torino; Centro per la Giustizia Minorile per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria – Torino; Centro per la Giustizia Minorile per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano (Regione Trentino Alto Adige) – Venezia; Distretto Sociale di Albenga, Distretto Sociale di Savona, Distretto Sociale di Finale Ligure, Distretto Sociale 6 Bormide, I. So. Coop. Sociale onlus, Toirano – Savona; Azienda Sanitaria Locale (AL), Azimut Cooperativa Sociale – Alessandria, CISSACA Consorzio Servizi Sociali – Alessandria; ASL TO3 Regione Piemonte – Torino; C.I.S.S. Consorzio Intercomunale Servizi Sociali di Pinerolo – Torino; Cooperativa Coesa, Pinerolo- Torino; Azienda Speciale Consortile Insieme per il Sociale, Cusano Milanino – Milano; Azimut Cooperativa Sociale, Cinisello Balsamo – Milano; Betania società cooperativa sociale onlus, Monza – Monza e Brianza; Fondazione per la Famiglia Edith Stein onlus, Cinisello Balsamo – Milano; Comune di Padova; Coop. Sociale Il Sestante Onlus – Padova; GEA Cooperativa Sociale – Padova; IM.PRO.N.TE. Cooperativa Sociale Impresa Sociale onlus, Cittadella – Padova.

“Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.

 

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