Dom. 23 Gen. 2022
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Sesto San Giovanni, 1mln di euro di contributi per utenze, canoni e misure riparative agli sfratti

Il Comune ha aperto 5 bandi per far fronte all'emergenza abitativa in città

Il Comune di Sesto San Giovanni ha aperto cinque bandi che comprendono sia misure riparative per trovare una soluzione agli sfratti, sia misure preventive per quanto riguarda le difficoltà economiche. Nello specifico sono stati stanziati 60.000 euro per il sostegno all’affitto dei pensionati, 250.000 euro per il sostegno agli affitti covid, 462.000 euro per la morosità incolpevole, 242.000 euro per i canoni e le utenze domestiche e 100.000 euro per il rilascio forzoso dell’immobile in presenza di particolari condizioni.

Non solo: il Comune ha aperto anche un bando di manifestazione di interesse per individuare alloggi da affittare a chi cerca casa. Si tratta di contratti di affitto a canone concordato, convenzionato o agevolato, i cui beneficiari saranno inquilini proposti individuati coloro che hanno ricevuto da Regione Lombardia il contributo di massimo 12.000 euro per la morosità incolpevole.

Il problema degli sfratti

“In stretta collaborazione coi servizi sociali – spiega l’assessore Roberta Pizzochera – stiamo lavorando a un regolamento per i servizi abitativi transitori (Sat) per mettere a punto un programma di autonomia abitativa che crei prodotto sociale laddove sia accertata la morosità incolpevole. Sottolineo, inoltre, che per chi si trova in una situazione di morosità incolpevole il rilascio dell’immobile è rallentato per decreto e di conseguenza è possibile arrivare a una risoluzione della situazione di fragilità attivando percorsi virtuosi dopo essersi messi in contatto con l’Agenzia Casa”. Inoltre l’assessorato ai Servizi Sociali ha chiesto di poter accedere ai dati della programmazione degli accessi degli ufficiali giudiziari: “In modo da non essere coinvolti solo al terzo e spesso ultimo accesso – prosegue l’assessore -, dove le possibili soluzioni, così come ci è stato indicato dal Prefetto, non sono più percorribili”.

Un tavolo permanente

Il Comune di Sesto San Giovanni fa parte di un tavolo permanente presso la Prefettura di Milano, insieme ad Aler, Unione Inquilini e forze dell’ordine. L’obiettivo comune è quello di trovare soluzioni possibili, attenendosi alle leggi ed escludendo la discrezionalità, per affrontare in tempi brevissimi le principali scadenze. In questa direzione, fa sapere il Comune, sono state delineate di concerto delle strade che prendono in considerazione, in primis, l’accertamento dell’incolpevolezza nel mancato pagamento degli affitti che porterebbe alla possibile sospensione dello sfratto e all’attivazione di misure a sostegno della proprietà e degli inquilini.

“L’obiettivo comune è quello di sviluppare buone pratiche – aggiunge l’assessore Pizzochera – che mettano le famiglie nelle giuste condizioni di raggiungere sia l’autonomia abitativa sia l’autonomia lavorativa, sviluppando un sistema di circolarità tra politiche attive del lavoro, sostegno educativo, sostegno alla reperibilità di immobili ad affitti calmierati. Su quest’ultimo punto Aler ha già messo sul tavolo la proposta di alcuni immobili di sua proprietà”.

Le esecuzioni degli ultimi anni hanno messo in luce come spesso lo sfratto si risolva con il rilascio spontaneo dell’immobile senza l’intervento della forza pubblica. Nel 2019, primo anno ante covid, su 273 sfratti da immobili privati solo 23 hanno infatti richiesto l’uso della forza pubblica.

A partire da ieri, fino al 24 febbraio, è aperto il bando Servizi abitativi pubblici (https://sestosg.net/servizi/assegnazione-alloggi-dei-servizi-abitativi-pubblici-sap/) per fare richiesta di una casa popolare sulla piattaforma online di Regione Lombardia: “Si tratta di 28 alloggi disponibili sul territorio di Sesto San Giovanni, di proprietà comunale e di Aler – spiega l’assessore alla Casa, Claudio D’Amico -. Con gli uffici stiamo inoltre lavorando a un nuovo bando per altrettanti alloggi Sap con l’obiettivo di aprirlo nei prossimi mesi, in modo da ampliare a stretto giro la platea di beneficiari”.

 

 

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