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Cormano – Novate, riapre il 22 dicembre l’asse via Cavour-via Torino

L’asse via Cavour / via Torino negli anni aveva subito un progressivo restringimento dovuto al potenziamento del tracciato della A4. La strada avrà una fisionomia completamente nuova.

Tornerà transitabile a partire da mercoledì 22 dicembre l’unico asse di collegamento diretto tra i Comuni di Novate Milanese e Cormano. Dopo 18 mesi di chiusura, la riapertura di via Cavour (per Novate) e di via Torino (per Cormano) consentiranno di riequilibrare i flussi di traffico in direzione est – ovest, non solo ristabilendo il collegamento tra i due Comuni interessati, ma fornendo un più ampio beneficio sul sistema viabilistico dell’intera zona, alleggerendo il traffico su via Polveriera (nel Comune di Novate Milanese) che in questi mesi ha rappresentato il principale collegamento con la SS. Comasina utile per raggiungere Cormano.

L’asse via Cavour / via Torino negli anni ha subito un progressivo restringimento dovuto al potenziamento del tracciato della A4 che corre sul lato sud con la realizzazione della quarta corsia dinamica, compromettendone la sicurezza e l’idoneità a sopportare i carichi di traffico, imponendo la scelta che divenisse a senso unico con la progressiva eliminazione anche del marciapiede esistente, fino alla sua chiusura.

La strada che sarà riaperta mercoledì 22 dicembre avrà una fisionomia completamente nuova, transitabile a doppio senso di circolazione con la presenza, sul lato nord, di una pista ciclopedonale che permetterà ai territori dei due Comuni di essere reciprocamente raggiunti con la mobilità dolce, sarà caratterizzata da un nuovo innesto sulla Comasina progettato in modo da garantire la miglior fluidificazione del traffico accrescendo la sicurezza (che ha implicato anche un intervento sulle rotaie del tram della linea Milano – Limbiate), inoltre l’intero tratto e il nuovo innesto saranno illuminati con un impianto di pubblica illuminazione di nuova concezione, il tutto all’interno di una cornice progettuale che ha visto il coinvolgimento anche di numerosi sottoservizi e che ha implicato l’esproprio bonario di aree private per una superficie di 1500 metri quadrati.

Le Amministrazioni Comunali, Società Autostrade con tutte le sue controllate, Atm e privati hanno dato vita a una sinergia per la realizzazione di un progetto i cui effetti benefici saranno immediati, sciogliendo un nodo viabilistico di assoluta rilevanza: “E’ un risultato che rappresenta un motivo di orgoglio per entrambe le municipalità – commenta il sindaco di Novate Milanese, Daniela Maldini – frutto di un lavoro intenso che in questi anni ci ha visti impegnati insieme a tutti gli Enti coinvolti”.

Un lavoro complesso e articolato: “La complessità del progetto e la delicatezza di tutti i piani operativi che lo componevano, hanno necessitato di un lavoro attento e meticoloso che ha richiesto tempo, periodo durante il quale i Comuni e i soggetti privati hanno dovuto lavorare sul fronte della fattibilità e del reperimento delle risorse, arco temporale allungatosi anche per l’effetto dell’emergenza pandemica – aggiunge Luigi Zucchelli, assessore al Territorio del Comune di Novate Milanese -. È un risultato importante, frutto del dialogo e di una visione che pone i territori dei nostri Comuni come parte di un sistema territoriale più ampio”.

Parole sottoscritte anche dal sindaco di Cormano, Luigi Magistro: “Abbiamo riaperto la strada riconquistando il doppio senso di marcia, ottenendo in più anche un percorso ciclopedonale che sarà possibile poi raccordare con la rete esistente e con i tratti di prossima realizzazione e di futura progettazione – spiega -, permettendoci così di riattivare un collegamento fondamentale sia per Cormano che per Novate Milanese, dalla cui Amministrazione infatti abbiamo fin da subito ottenuto convinta collaborazione trovando unità di intenti proprio nell’obiettivo di un risultato fondamentale per le rispettive comunità”. Ed ha poi concluso: “È un risultato dal valore enorme, anche in termini economici, grazie a Ministero e Società Autostrade per l’Italia che si sono fatti carico praticamente per intero del costo dell’opera, altrimenti insostenibile per la nostra Amministrazione”.

 

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