Ven. 03 Dic. 2021
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“McDonald’s? Per me è una famiglia”

Mariarosa Savoca è la direttrice del ristorante McDonald’s di Cinisello Balsamo in Viale Fulvio Testi, che domenica ha festeggiato i primi 25 anni di attività: “Ho iniziato perché volevo pagarmi gli studi universitari, ho capito presto che qui potevo fare carriera"

“Amori? Tanti”. Sì, “qui sono nate tante storie d’amore talvolta sfociate in un matrimonio”. Insomma, Cupido non si è certo risparmiato da queste parti, assicura Mariarosa Savoca, la direttrice del ristorante McDonald’s in Viale Fulvio Testi, che domenica ha festeggiato i primi 25 anni di età. Era il 14 Novembre 1996 quando il locale di viale Fulvio Testi 132 ha aperto per la prima volte le sue porte ai cittadini di Cinisello Balsamo entrando a far parte della loro quotidianità con la qualità e il gusto che contraddistinguono i prodotti dell’azienda. Il ristorante di viale Fulvio Testi fa parte dei 21 esercizi presenti a Milano e provincia di cui è licenziatario Giacomo Bosia, attraverso la società Euroristoro.

Il direttore è la colonna portante dell’attività di un ristorante McDonald’s, da Mariarosa passano le decisioni più importanti, quelle strategiche, ma anche quelle quotidiane. Per sintetizzare potremmo immaginarci un manager dell’ospitalità che opera a stretto contatto con la clientela e i propri collaboratori.

Mariarosa, aneddoti a parte, quando ha iniziato a lavorare in azienda?
23 anni fa, come operatrice in un punto vendita di Milano. Studiavo e lavoravo. Volevo pagarmi gli studi universitari con qualche ora di lavoro da McDonald’s. Mi è subito piaciuto l’ambiente, ho mollato l’Università e ho deciso che avrei voluto far carriera con il mestiere appena iniziato.

Che cosa l’ha convinta a rimanere in McDonald’s?
I valori! In primo luogo il clima famigliare che ho percepito fin dall’inizio e che contraddistingue anche oggi questa realtà. Siamo veramente una famiglia. Se c’è un bisogno, una necessità si fa il possibile per venirci incontro. Questo stesso clima credo sia percepito anche dai nostri Ospiti che devono sentirsi come a casa. Trasmettiamo i valori di McDonald’s in tutte le nostre azioni quotidiane. Abbiamo persone che vengono a trovarci ogni giorno, bevono il caffè, scambiano due chiacchiere con noi. La nostra clientela è formata da giovani, da famiglie e anche da persone adulte.

La festa per i 25 anni di attività del ristorante

Che cosa è cambiato in McDonald’s da quando ha iniziato a lavorare?
Agli ospiti offriamo una gamma di prodotti più articolata e la qualità rimane sempre l’elemento fondamentale. C’è una scelta vasta e a prezzi convenienti. Se una volta si potevano mangiare solo gli hamburger oggi è possibile entrare in un McDonald’s per gustare un’insalata, bere un caffè, usufruire dei servizi Mc Drive e delivery, che si sono rivelati particolarmente utili durante il periodo più difficile della pandemia. Noi, in effetti, non ci siamo mai fermati. Abbiamo sempre lavorato.

Quante persone lavorano nel ristorante che lei dirige?
Oltre 80 persone, il 40% sono studenti impiegati. Lavorano 18 ore alla settimana e con questo riescono a finanziarsi i propri studi universitari. Per noi è una grande soddisfazione quando uno di loro riesce a laurearsi perché ha raggiunto un obiettivo importante, con il loro impegno e anche grazie all’opportunità offerta da McDonald’s.

Che cosa significa nel concreto?
Organizzare bene i turni di lavoro per dare spazio allo studio e alla preparazione degli esami. In questo senso – dicevo – siamo una famiglia. Anche perché quando fra di noi capita una difficoltà ci si aiuta e il primo a mettersi in gioco è il nostro Giacomo Bosia.

Diamo un po’ i numeri…
Diciamo che sforniamo circa 3000 hamburger al giorno e 800 caffè. Così, giusto per avere un’idea.

Che cosa le dà più soddisfazione nel suo lavoro?
La soddisfazione del cliente e quella dei nostri collaboratori. Abbiamo dei risultati economici da raggiungere durante l’anno; questo è importante, ma non basta. Come dicevo prima ci sono altri obiettivi altrettanto significativi da conseguire nel corso della nostra attività. Uno di questi è anche la condivisione di alcune esperienze: sosteniamo il territorio in cui siamo attraverso diverse attività di collaborazione, con l’Amministrazione Comunale, le Società Sportive e Associazioni che lavorano nel sociale, e siamo felici di restituire qualcosa alla comunità. Ad esempio mi ricordo la felicità negli occhi dei bambini che sono venuti a trovarci con un gruppo di suore per raccogliere degli aiuti alimentari da distribuire alle persone più bisognose.

Progetti per il futuro?
Tornare a ospitare le feste di compleanno per i bambini che sono sempre state una occasione di festa e socialità per chi vi partecipa. E poi abbiamo la Playland più grande d’Italia che vorremmo tornare a riutilizzare. I bambini ci chiedono di usarla, ma purtroppo non è ancora possibile.

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