Sab. 16 Ott. 2021
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Max Del Rosso ci spiega come fare link building per ottimizzare la SEO Off Site

Ecco le strategie vincenti per farsi trovare dal motore di ricerca

Saper fare link building è un aspetto importante se non indispensabile, per la SEO Off Site, che si distingue certamente da quella On Site. Quest’ultima come preannuncia la parola, comprende quelle tecniche interne al sito, tra cui contenuti di valore, velocità e tutti gli aspetti concerni a tali parametri.

Google però, tiene conto della link popularity, ovvero dei link che un sito di nostra proprietà riceve. Essi dovranno essere pertinenti all’argomento trattato nel nostro blog o e-commerce, ma soprattutto autorevoli. In breve, agli occhi dei motori di ricerca è indispensabile apparire come fonti affidabili.

Di norma, una campagna di link building va studiata affinché si possano ottenere dei backlinks che agli occhi di Google devono sembrare totalmente naturali. Per farlo, ci sono diverse tecniche, tutte allo scopo di creare anchor text coerenti pertinenti e rilevanti che riportino una parola chiave specifica, affinché si posizioni meglio.

Link building e il trust di Google: come funziona?

Google posiziona i contenuti e i siti sul suo motore di ricerca, tramite un algoritmo basato sul “trust”, ovvero sulla fiducia che attribuisce ai link che mandano traffico ad un sito web. Sono due i parametri essenziali, l’autorevolezza e la rilevanza.

Per rilevanza fa riferimento alla qualità del contenuto stesso, mentre l’autorevolezza è come se Google si basasse sulle referenze. Un po’ come avviene nella vita reale con il cosiddetto passaparola.

Ogni pubblicazione deve basarsi su una strategia di link earning che si rispetti. Va tenuto conto della nicchia di riferimento, dei concorrenti online e di altre caratteristiche di cui un sito dovrà godere.

3 Elementi per una corretta strategia di link earning

Negli anni in molti hanno commesso diversi errori durante una campagna di link earning, tanto che con il trascorrere del tempo si sono consolidate delle professioni specializzate in questa branca della SEO. Nello specifico:

    1. Elevate competenze: un professionista saprà valutare i domini di qualità e la tipologia di essi, per determinare la crescita esponenziale di backlinks.
    2. Tempo: non esistono delle tempistiche standard, ogni analisi richiederà comunque un notevole investimento in ore. Più è in gamba un SEO specialist, minore sarà il tempo impiegato durante tali analisi.
    3. Risorse: i materiali sono indispensabile per una corretta strategia di link building. Al di là che sia una infografica, white paper, guida o articolo pillar, l’importante è sviluppare tutto coerentemente e con una certa linearità.
  1. Coloro che vorrebbero accelerare i tempi, ricorrono a delle tecniche di link earning assolutamente errate. Ciò, si basa su link in entrata da siti web indiani e per nulla autorevoli, network di siti di un solo proprietario, tool di costruzione link automatizzata e marketplace similari.
  2. Uno degli errori assolutamente da evitare, riguarda l’acquisto di Backlink in marketplace quali Fiverr e piattaforme simili, dove i fantomatici professionisti si dilettano a promuovere link in entrata a bassissimo prezzo, non tenendo conto della qualità e dei parametri importanti di Google.

Fare link building correttamente in 5 fasi

Esistono essenzialmente cinque step fondamentali per poter fare link building adeguatamente. Ecco tutti i passaggi:

    1. Link profile: si stila un report dettagliato in cui si monitorano tutti gli aspetti chiave della costruzione dei link. Identificando la tipologia (DoFollow e NoFollow), indirizzi IP, anchor text e data del dominio.
    2. Link prospecting: un insieme di strategie al fine di trovare i domini da cui mettere i link per rimandarli al sito di nostra proprietà. Si potranno scovare i migliori con strumenti quali Majestic, Ahrefs, con l’influencer marketing o ancora, con specifiche ricerche sui motori di ricerca.
    3. Outreach: in un file vanno selezionati i domini, dal valore più elevato a quello più basso. Successivamente, si contattano i proprietari con una email diretta ma persuasiva, anche perché è facile immaginare quante comunicazioni possano ricevere.
    4. Produzione contenuti: una delle parti più importanti della link earning, è quella di stilare una serie di articoli, guide, infografiche e tutto ciò che possa dare realmente valore, per portare traffico pulito e di qualità al proprio sito.
    5. Backlink Monitoring: dopo un duro lavoro, vanno analizzati i risultati e la KPI (la performance di ogni parola chiave).
  1. Tutto molto interessante per chiunque voglia fare un’ottima campagna di link building, ma quali sono le fonti di traffico più comuni da cui prendere spunto? Sicuramente i forum, commenti sui blog, Web Directory, Social Media, Guest Posting, Azioni Virali e acquisto di backlinks.

Risultati con la link building: quanto tempo bisogna attendere?

Decretare un tempo standard dei risultati di una buona link building è impossibile. Le variabili che potrebbero influire sono molteplici: la concorrenza in un determinato settore, quanto è competitiva quella parola chiave, come stanno agendo i competitor, la tipologia dei Backlinks ed anche la storicità del dominio.

Tra aumento del traffico e ranking, le tempistiche potrebbero variare da un po’ di giorni e settimane, fino ad arrivare persino a mesi. Quel che è importante sapere, che nonostante si faccia un buon lavoro è molto improbabile che i risultati arrivino nell’immediato.

È indispensabile creare un report di partenza, in cui vengono segnati i posizionamenti iniziali per poi individuare il cambio in Serp.

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