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Cinisello Balsamo, presidio sanitario territoriale, le Associazioni di S. Eusebio: “Mancano i medici, bisogna fare presto!”

Cinisello Balsamo, presidio sanitario territoriale, le Associazioni di S. Eusebio: “Mancano i medici, bisogna fare presto!”
febbraio 10
12:05 2021

Bisogna fare presto. Le associazioni di Sant’Eusebio tornano a sottoporre all’attenzione delle istituzioni il problema della carenza dei medici di medicina generale sul territorio compreso tra S. Eusebio e Borgo Misto, tema peraltro diffuso nell’area nordmilanese, ed emerso in tutta la sua urgenza proprio durante i mesi critici dell’emergenza sanitaria. Due soli medici per una popolazione di circa 15mila abitanti, tra cui molti anziani o in condizioni di fragilità, numerosi dei quali si vedono costretti a spostarsi lontano dal proprio quartiere o addirittura in Comuni limitrofi per avere l’assistenza sanitaria di cui necessitano. Una situazione ormai difficilmente sostenibile. (Nella foto di apertura il consultorio di via da Giussano nel quartiere S. Eusebio. Sotto, la chiesetta simbolo del quartiere). 

Per questo il coordinamento delle associazioni di S. Eusebio, ha elaborato una proposta che va nella direzione, tanto auspicata in tempo di pandemia, di un rilancio e potenziamento della medicina territoriale suggerendo la costituzione di un presidio sanitario territoriale all’interno del quartiere. Di cosa si tratta ce lo spiega Rosa Falco, responsabile organizzativa del coordinamento delle Associazioni: “Secondo la nostra ipotesi, pensiamo a uno studio associato nel quale potrebbero rientrare l’attuale dottoressa che già opera nel quartiere, che ha dato la sua disponibilità, insieme al medico che dovrebbe arrivare prossimamente, come ci ha detto il sindaco Ghilardi – spiega – poi pensiamo agli infermieri di comunità che collaborano con i medici e alla figura del mediatore linguistico-culturale, data la forte presenza di numerosa utenza straniera nel quartiere specialmente di origine araba. Sarebbe utile anche inserire il pediatra, considerato che attualmente tutti i pediatri sono concentrati nel centro di Cinisello, mentre in periferia, a parte in Crocetta, non ce ne sono. Abbiamo chiesto all’Amministrazione la disponibilità dei locali comunali di via da Giussano, al momento vuoti, che sarebbero da mettere a norma per adibirli a presidio territoriale sanitario integrato”.

La proposta è già stata preliminarmente illustrata all’Amministrazione all’interno di un primo incontro con le Associazioni che è seguito alla lettera sottoscritta da Forum Sant’Eusebio, Vi.Be., GAD, Marse, Caritas Sant’Eusebio, Associazione Pace per lo Sviluppo Umano, RugbyNordmilano, Centro di Cultura Popolare don Lorenzo Milani, Sindacato Inquilini Sicet, Coop.Soc. La Grande Casa – insieme ai medici di base dei due quartieri, Farmacia Risorgimento e numerosi cittadini – inviata lo scorso novembre a Sindaco, ATS e ASST Nordmilano per sottoporre alla loro attenzione le esigenze del territorio. Da parte dell’Amministrazione c’è stata apertura, lo stesso sindaco Ghilardi ha confermato di aver chiesto ad ATS che due dei tre medici selezionati attraverso il bando di novembre 2020 vengano assegnati ai quartieri di Crocetta e S. Eusebio, facendosi portavoce anche all’Assemblea Sindaci di ATS Città Metropolitana, così come è stata sottoposta all’attenzione dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto ASST Nordmilano, dall’assessore De Cicco, la proposta di un bando per reperire gli infermieri di comunità. Disponibilità anche per quanto riguarda la possibilità di dare in concessione uno spazio all’interno del centro polifunzionale di via da Giussano.

Le Associazioni chiedono ora di definire con urgenza un ulteriore incontro con l’Amministrazione – che era già stato messo a preventivo – in cui siano presenti anche ATS e ASST Nordmilano: “La nostra idea è quella di arrivare alla sottoscrizione di un protocollo con questi tre Enti – continua Falco – abbiamo chiesto un incontro specifico con le Associazioni perché riteniamo di essere una risorsa importante per questo presidio, in quanto possiamo costituire una micro rete di relazioni di sostegno ai medici e infermieri e conosciamo bene le famiglie del territorio. Poi nel quartiere ci sono alcune associazioni che lavorano in modo specifico sul tema sanitario da molti anni e possono costituire un ulteriore valore aggiunto”.

Sul tavolo c’è però anche la questione del consultorio di via da Giussano, attivo dal ’73 quando ancora non esisteva la legge che li avrebbe poi istituiti formalmente nel 1975: “A Cinisello ne sono rimasti 3, ultimamente 2, perché quello di Sant’Eusebio, già in difficoltà perché non c’era stato un investimento rispetto al personale e alla promozione dei servizi – prosegue Falco – da marzo è stato chiuso, poi riaperto a settembre ma solo come polo psicosociale per l’emergenza post-Covid”. E aggiunge: “Tutti gli altri servizi importanti – spazio giovani, spazio allattamento, visite ostetriche ginecologiche, pap test, incontri di gruppo con le mamme – sono stati cancellati e l’utenza si deve rivolgere ai consultori di via Terenghi e via Friuli. Noi chiediamo la riapertura di questi servizi perché in un quartiere così popoloso sono fondamentali. Con la riapertura del consultorio – e l’apertura del presidio sanitario territoriale – ci sarebbe poi una forte collaborazione tra i due servizi, che diventerebbero un punto di raccordo tra l’ambito sociale e sanitario. Per questo chiediamo che riapra, anche se il timore è che verrà smantellato”.

E per rilanciare la questione, il Coordinamento Donne Libere di Scegliere di Cinisello Balsamo, insieme alle associazioni di S. Eusebio, organizzerà un presidio proprio davanti al consultorio il prossimo 6 marzo a pochi giorni dalla festa della donna.

di Micol Mulè

Cinisello Balsamo, presidio sanitario territoriale, le Associazioni di S. Eusebio: “Mancano i medici, bisogna fare presto!” - overview

Sommario: Mancano i medici a S. Eusebio

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