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Sesto San Giovanni, l’impianto di potabilizzazione non si farà più nel giardino della XXV Aprile?

Sesto San Giovanni, l’impianto di potabilizzazione non si farà più nel giardino della XXV Aprile?
ottobre 12
15:55 2020

SESTO SAN GIOVANNI L’impianto di potabilizzazione dell’acqua che avrebbe dovuto essere ospitato all’interno del giardino della scuola primaria XXV Aprile potrebbe presto trovare posto altrove. L’amministrazione stamane ha infatti effettuato un sopralluogo nell’area posta nelle vicinanze della scuola di via Nino Bixio 30, insieme a CAP, per verificare la fattibilità tecnica di un’alternativa alle pertinenze dell’istituto, onde evitare di sottrarre spazio all’aperto, di fondamentale importanza in periodo di emergenza sanitaria.

E proprio su questo punto si era concentrato il comitato genitori della scuola interessata, da quando pochi giorni fa è venuto a conoscenza del progetto di realizzazione dell’opera necessaria a rimuovere il cromo esavalente dell’acqua potabile. “Abbiamo appreso che la giunta ha approvato una delibera che prevede la concessione di 1/3 del giardino della scuola, che corrisponde a circa 500mq, per realizzare questo impianto – spiega un papà membro del comitato – siamo amareggiati perché non c’è stato nessun confronto con la comunità scolastica ed ora pensano di sottrarre parte dello spazio che viene usato dai bambini in un momento in cui le linee guida del ministero chiedono una maggiore fruizione degli ambienti esterni a causa dell’emergenza sanitaria”. Una mamma, docente all’interno della scuola, ha precisato: “Noi cerchiamo di portare il più possibile all’aperto i bambini, uscendo su turni, sia per attività ludiche che didattiche – racconta – Sarebbe opportuno trovare una collocazione alternativa a questo impianto, c’è tanto spazio intorno alla scuola”. E in questa direzione va la petizione indetta dal Comitato genitori, che nel giro di un weekend ha già raccolto oltre 800 firme.

Il nuovo impianto andrà a sostituire quello già esistente, costituito da 4 filtri, posizionato all’interno dell’area pertinenziale della scuola dell’infanzia Primavera di via Rovani 247, che verrà dismesso lasciando spazio al locale tecnico destinato ai quadri di controllo dei pozzi. Considerata la limitata superficie dell’area di via Rovani, e l’assenza di aree comunali idonee nelle immediate vicinanze, il progetto inizialmente approvato dalla giunta prevede il posizionamento del nuovo presidio – di 6 filtri – all’interno dell’area di pertinenza della scuola XXV Aprile, all’angolo tra le vie F.lli Bandiera e Cardinal Ferrari.

Ma entro sera potrebbe arrivare la svolta, con una proposta di sede alternativa. “Innanzitutto va detto che per la comunità è prioritario garantire il ciclo dell’acqua all’interno della città ed è per questo che l’impianto è di vitale importanza – spiega l’assessore all’Educazione Roberta Pizzochera, chiamata in causa dai genitori sebbene il progetto non riguardi la sua delega – la valutazione del posizionamento all’interno della scuola è stata presa dagli uffici perché è prassi all’interno della città, da anni, inserire queste strutture all’interno delle pertinenze scolastiche e ambienti pubblici. Comunque, visto il periodo di Covid in cui gli spazi aperti all’interno delle scuole sono diventati indispensabili, stiamo valutando in modo estremamente concreto con CAP una diversa collocazione”. Le prime ipotesi sono previste già per questa sera, potrebbero essere rese note durante l’incontro chiesto sabato dall’assessore al Dirigente scolastico della scuola con il presidente del Consiglio d’Istituto e il presidente del Comitato genitori (oggi alle 18) ed in base a quelle seguiranno poi i passi della giunta. Ma avverte: “Nessuna ipotesi è esente da mutamenti e cambiamenti perché ogni ipotesi ha in sé i suoi pro e contro”. L’alternativa deve presentare determinate caratteristiche tecniche anche complesse e quindi non è semplicissimo individuarla, “ma entro stasera è quello che faremo”.

E sulla questione del mancato confronto con la comunità scolastica del progetto di CAP, denunciato dai genitori, l’assessore specifica: “Non si tratta di una decisione calata dall’alto, non è vero che la scuola non è stata avvisata perché il dirigente scolastico, che per noi è l’unico referente, sapeva anche delle compensazioni che CAP avrebbe realizzato all’interno dello spazio della scuola, ovvero la riqualificazione della restante parte del giardino e giochi per i bambini”. E aggiunge: “Sarebbe bastato discuterne per tempo, non ci è stato dato all’epoca nessun riscontro negativo perciò gli uffici sono andati avanti nelle procedure”. Anche se, assicura, che i lavori non sarebbero comunque partiti a breve, il sopralluogo tecnico che si è svolto nei giorni scorsi all’interno dell’area del giardino serviva solo per una verifica dell’area di intervento.

Entro sera la possibile soluzione, che potrebbe confermare o far ripartire da zero la procedura per la collocazione dell’impianto.

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Micol Mule

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