HomeBreaking NewsSesto San Giovanni, City Guardians: Valore Sesto condivide il principio di partecipazione...

Sesto San Giovanni, City Guardians: Valore Sesto condivide il principio di partecipazione civica ma chiede chiarezza

City guardians sì, city guardians no, city guardians forse. A pochi giorni dall’annuncio del sindaco di Sesto San Giovanni dell’istituzione del team di volontari che presidieranno i quartieri cittadini più critici a supporto delle Forze dell’Ordine, le opposizioni hanno manifestato pareri contrastanti sull’iniziativa. Se il Pd intravede il rischio di una “fuga dalle responsabilità istituzionali” e suggerisce di affrontare il tema “alla radice” attivando quanto prima i patti per la sicurezza con la prefettura riorganizzando la polizia locale e investendo nella prevenzione urbana, Valore Sesto, la compagine costituita da Azione, Cittadin* Sestesi e Italia Viva, non boccia l’iniziativa ma chiede chiarezza.
“Il tema dei City Guardians merita l’opposto delle prese di posizione per partito preso – si legge in una nota diramata dal gruppo-. Se una presenza civica organizzata, formata e regolata può contribuire alla sicurezza dei quartieri, senza sostituirsi alle Forze dell’Ordine, il principio è condivisibile. Ma il Comune deve spiegare come funzionerà il progetto, quali obiettivi avrà e come verranno misurati i risultati”. E il portavoce di Valore Sesto e candidato sindaco, Paolo Vino, avverte sul rischio di strumentalizzazione dell’iniziativa, legato a chi la propone: “La sicurezza dei cittadini non è una partita tra tifoserie politiche – sottolinea -. Se un’idea è utile, va valutata per quello che produce. Se non funziona, va corretta o superata”.

Ma prima ancora di entrare nel merito della nuova iniziativa lanciata dal Comune, Vino ritorna su uno strumento precedentemente istituito sempre a supporto della sicurezza urbana, ovvero il Controllo di Vicinato: “Il sito del Comune lo indica ancora come “Servizio attivo” e, nella pagina aggiornata il 12 gennaio 2026, lo descrive come uno strumento capace di contribuire alla sicurezza della comunità – spiega -. Ma non sono facilmente verificabili dati essenziali: quanti gruppi siano oggi operativi, quanti cittadini partecipino, quali zone siano coperte, quante segnalazioni siano state effettuate e quali risultati siano stati raggiunti”.
E, citando i risultati di un approfondimento della Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” dell’Università degli Studi di Milano datato 2023 che aveva rilevato per Sesto meno di 400 adesioni e la perdita dello slancio iniziale del progetto, propone: “Prima di presentare un nuovo strumento come una svolta, sarebbe normale fare il bilancio di quello precedente. Non chiediamo di difendere il Controllo di Vicinato a prescindere: chiediamo dati, trasparenza e risultati. Se ha funzionato, il Comune lo dimostri. Se non ha funzionato, spieghi perché. E chiarisca quale sarà il rapporto con i City Guardians”.

La stessa chiarezza chiedono anche per le altre realtà di volontariato presenti sul territorio, dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) al Nucleo Volontariato e Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri: “Il rischio è quello della politica degli annunci – conclude -. La città non ha bisogno di una collezione di iniziative sulla sicurezza. Ha bisogno di una politica organica, nella quale i cittadini possano verificare periodicamente che cosa è stato fatto e, soprattutto, quali risultati sono stati ottenuti. E questo vale per il Controllo di Vicinato, per i City Guardians e per qualsiasi altra iniziativa sulla sicurezza. Meno reazioni per partito preso, più trasparenza e risultati”.

ARTICOLI CORRELATI