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L’impatto del Coronavirus su Piazza Affari

L’impatto del Coronavirus su Piazza Affari
marzo 16
14:00 2020

ECONOMIA Gli eventi imprevisti come le epidemie hanno conseguenze non solo sulla salute delle persone, ma anche sull’economia. Come sappiamo, in questo periodo l’Italia si trova ad affrontare la minaccia del Coronavirus, che da noi si è sviluppato molto di più che in altri Paesi europei e nel mondo. Al momento, infatti, l’Italia è il secondo Paese al mondo per numero di contagi e decessi, un dato che rende immediatamente l’idea della gravità della situazione italiana.

Se inizialmente le misure adottate nel nostro Paese erano principalmente di tipo preventivo – come ad esempio il controllo della temperatura a tutti i passeggeri in arrivo da voli internazionali – da quando è stato individuato il focolaio di Codogno, nel lodigiano, e di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova, sono scattate le misure contenitive che prevedono l’individuazione di una “zona rossa” e la forte limitazione delle attività sociali e di aggregazione.

Sono stati in particolare i decreti legge approvati con massima urgenza dal Governo ad aver di fatto cambiato le abitudini quotidiane per tutti gli italiani ed in particolare di quelli residenti nelle zone più colpite. Con il decreto approvato l’8 marzo, sono inizialmente state dichiarate “zona arancione” tutta la Lombardia e altre 14 province del centro-nord. Queste aree sono soggette a forte limitazione degli spostamenti sia in ingresso che in uscita: una misura che impatta notevolmente la vita dei cittadini, ma anche le attività produttive e il lavoro in generale. Successivamente, poi, tutta la penisola è stata identificata come zona rossa.

Le conseguenze per il sistema Italia

Che l’emergenza Coronavirus potesse avere un impatto sull’economia era chiaro fin da prima dello svilupparsi dei casi in Italia, a tutti i livelli, dalla finanza all’economia reale, quindi sia per chi è intenzionato a comprare azioni e sia per chi è titolare di un’attività produttiva “fisica”. Ora con il sempre più crescente numero di contagi sul nostro territorio, la situazione per l’economia non può che essere diventata ancora più preoccupante. Le agenzie di consulenza internazionale stimano una riduzione del PIL italiano dello 0,5% se l’emergenza durasse qualche settimana, addirittura maggiore se dovesse protrarsi nel tempo. In ogni caso, questo dato è sufficiente da solo per spingere l’economia italiana in recessione.

Basta vedere le conseguenze delle misure contenitive dell’epidemia sulle attività produttive per rendersi conto del fatto che queste stime sono tutt’altro che campate in aria. Le regioni maggiormente esposte al contagio del virus sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, che rappresentano la locomotiva produttiva del Paese. Da queste regioni deriva circa il 30% del PIL nazionale e quindi una riduzione delle attività economiche in quest’area ha un impatto maggiore sul dato generale.

Un capitolo a parte lo merita il settore del turismo, che è forse quello più colpito. Con la diffusione del virus – e soprattutto della paura da parte dei turisti stranieri – le prenotazioni sono letteralmente crollate, mentre quelle già effettuate sono state cancellate. I ristoranti ed i bar non se la passano meglio, così come le compagnie aeree che sono state costrette a ridurre i voli verso l’Italia.

La finanza accusa il colpo

Se l’economia reale trema, quella finanziaria crolla. Data anche la maggiore volatilità rispetto alle attività produttive, i titoli di Piazza Affari sono in caduta libera dall’inizio dell’emergenza. Secondo le prime stime, nelle prime due settimane dopo l’arrivo del virus in Italia l’indice Ftse Mib ha “bruciato” ben 95 miliardi di euro di capitalizzazione, riportandosi al livello di metà agosto. Si tratta di una caduta generalizzata tra i vari titoli, come è facile immaginare dato che le conseguenze della crisi sanitaria va ad impattare quasi tutti i settori dell’economia. Tra i peggiori, dopo l’approvazione del decreto che amplia le restrizioni, ci sono Saipem, che arriva a perdere il 29% durante la sessione, ma anche Exor, Moncler, Terna che hanno fatto segnare un calo nell’ordine del 10%.

In aumento anche lo spread tra il BTP e il Bund tedesco, ai massimi da settimane. La Borsa di Milano è colpita dall’elevato numero di vendite e la maggior parte dei titoli dell’indice non riescono a “fare prezzo”, facendo così segnare performance negative superiori al 10%. Sebbene in misura minore rispetto a Piazza Affari, anche le altre piazze europee e mondiali accusano importanti perdite. A pesare, oltre all’incertezza della situazione italiana, anche il diffondersi del contagio in nazioni come la Francia e la Germania e il crollo delle attività produttive in generale.

Se l’emergenza si protrarrà per diverso tempo è difficile immagine un’inversione di tendenza. In ogni caso, per i mercati finanziari si prospetta un periodo incerto.

Autore

Angelo De Lorenzi

Angelo De Lorenzi

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