Mar. 09 Ago. 2022
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Sesto San Giovanni, scoperto giro di prostituzione in un centro benessere di via Oslavia

[textmarker color=”E63631″] SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Queste le ipotesi di reato ai danni del titolare di un centro benessere, un uomo italiano di 58 anni, e di una donna di nazionalità thailandese di 55, entrambi in custodia cautelare in carcere su disposizione della Procura della Repubblica di Monza. Su quest’ultima, che gestiva il centro posto ora sotto sequestro, grava anche l’accusa di aver coinvolto nel giro di prostituzione anche la figlia, di poco maggiorenne.

Nei locali del centro benessere di via Oslavia, oltre alle pratiche massoterapiche tradizionali, i clienti avevano la facoltà di richiedere il cosiddetto “massaggio con finale”, gergo con il quale su appuntamento venivano richieste le prestazioni “aggiuntive” di carattere sessuale da consumare all’interno del centro, dietro il pagamento della somma di 100 euro.

A scoprire il giro di prostituzione, l’attività d’indagine congiunta del neonato Nucleo Operativo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale con la sezione Investigativa del Commissariato di Polizia sestese, che dopo una serie di controlli ed intercettazioni hanno portato alla luce il vero core business del centro di via Oslavia.

Ad insospettire gli agenti la presenza di una giovane thailandese e di due transgender all’interno del centro benessere. Da qui le indagini che hanno fatto emergere il giro di prestazioni sessuali a pagamento gestite dai due indagati e messe in pratica dalla giovane thailandese, che è risultata essere la figlia della donna che si occupava della gestione del centro massaggi, e dai due transgender. Ad essere sfruttate, almeno altre due giovani di nazionalità thailandese e due transgender.

Grazie alle attività informative condotte dagli agenti, si è evitata la fuga all’estero della donna indagata che nel mese di novembre era riuscita  a trasferirsi nel Nord Europa. La 55enne è stata infatti fermata giovedì mattina, insieme al titolare del centro, al suo rientro in Italia, poco prima che ripartisse per l’estero. Nessun capo d’imputazione per la giovane thailandese figlia della donna, che tuttavia è stata risultata irregolare sul territorio italiano e pertanto trattenuta dall’Ufficio Stranieri della Questura.

 

 

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