[textmarker color=”E63631″] SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Nell’ambito della mostra “Sesto, che storia!” allestita negli spazi di Villa Mylius, il dibattito sulle grandi trasformazioni industriali di Sesto San Giovanni, un’occasione per un confronto e un approfondimento sulla situazione urbanistica della città con l’Assessore Antonio Lamiranda e Fabio Terragni, presidente del Consiglio di Amministrazione Metro4 Milano.
La parola d’ordine è investire sul territorio per rilanciare la città, la cui identità è storicamente legata allo sviluppo industriale. Al centro del confronto il progetto di Città della Ricerca e della Salute definito come volano per il rilancio di Sesto San Giovanni, capace di agganciare un indotto di cui beneficerà anche la città già costruita.
Superate in parte le difficoltà ereditate dalle Amministrazioni precedenti, per Roberto Di Stefano occorre un cambio di prospettiva: “Le aree Falck non si possono vedere singolarmente ma all’interno di una progettazione unitaria – ha commentato il Sindaco – Città della Ricerca e della Salute è il volano per lo sviluppo di tutte le altre aree, concluse le bonifiche e attuati i passaggi di proprietà ha generato attenzione da parte degli investitori”. Dopo i recenti e importanti investimenti in città, quello di Multimedica con 40 mln per l’acquisto dello stabile di via Milanese e 17 mln per l’area ex Marelli, in vista anche un accordo con Regione Lombardia per il trasferimento della facoltà di medicina dell’Università di Milano e la sempre più prossima firma con il gestore (si ipotizza metà/fine dicembre) per dare avvio al cantiere di Città della Ricerca e della Salute.
La strategia per il futuro rilancio della città passa non solo per le aree da riqualificare, ma anche attraverso i progetti sulla città già costruita, come i project sulle tre piscine cittadine, la riqualificazione del Palasesto in ottica delle prossime Olimpiadi, il ritorno delle luci al campo Manin (spente dal 2015) e un importante bando regionale – vinto – grazie al quale verranno stanziati 9 mln di euro per la ristrutturazione delle scuole, oltre agli altrettanti derivanti dagli oneri di urbanizzazione per Città della Ricerca e della Salute che verranno reinvestiti nelle scuole cittadine.
Se da un lato la futura Sesto San Giovanni si sta delineando, con lo scopo di diventare un polo attrattivo per gli investitori e posizionarsi come città competitiva rispetto a Milano e Monza, dall’altro 25 anni per riqualificare le aree dismesse sono troppi, secondo Fabio Terragni: “La colpa è un po’ di tutti” ha detto nel suo intervento “ma è riconducibile soprattutto all’ampiezza della sfida, più di carattere di area metropolitana che comunale”. A ogni modo occorre avere chiara e delineata la vocazione della funzione di ricerca e cura, e su quello lavorare per realizzare un “Unicum a livello nazionale e non solo”, ha concluso.
Sfida raccolta dall’Assessore all’urbanistica Antonio Lamiranda, che ha delineato i principali punti di svolta, a partire dal PGT: “Il PGT attuale è uno strumento non sufficiente alla domanda del mercato – ha dichiarato – è ancora rigido su molte partite, di qui la decisione di optare per farne uno nuovo. Cambiamo i criteri, così possiamo trasformare il territorio sestese con le stesse regole, parità di condizioni per tutti”.
L’obiettivo è quello di accentrare con un disegno organico tutti i settori di intervento in modo da avere un coordinamento. Nessun arretramento, la realizzazione di Città della Ricerca e della Salute procede con l’annuncio dell’arrivo di un fondo immobiliare americano, lo stesso di Porta Nuova: “Passeremo da città delle fabbriche a città della salute – ha detto Lamiranda – non stiamo svendendo la città ma vogliamo avere forti poli attrattivi di ricerca e sviluppo sul territorio, per questo attrezzeremo le aree con Ospedali e realizzeremo un campus universitario”.
Per questo obiettivo, fondamentale è la rete dei trasporti con le future 5 fermate della metropolitana e la stazione Ponte, per la quale dovrà essere realizzata l’area di sbarco ripensandola in modo più flessibile, funzioni miste e welfare sociale e abitativo le chiavi per interagire in modo efficace con la nuova Città della Ricerca e della Salute. Nel progetto sarà contemplata anche un’implementazione delle RSA e troverà spazio, così come richiesto anche dai cittadini intervenuti, il progetto del Parco urbano.








