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NordMilano, Pasquale Napoli: “Lo Zoo Club: un’impresa a passo di danza”

NordMilano, Pasquale Napoli: “Lo Zoo Club: un’impresa a passo di danza”
ottobre 14
18:23 2019

IMPRESE DA RACCONTARE Pasquale Napoli è uno degli imprenditori più vivaci del Nord Milano, potremmo definirlo un protagonista assoluto dell’impresa dell’intrattenimento, ma con la testa assolutamente sulle spalle, mica un “farfallone”; studi economici serissimi, laureato all’Università Cattolica, una laurea specialistica conseguita a Bologna e un master. E, sogno di milioni di mamme, un posto fisso in banca. Eppure lui è un tipo che non sta mai fermo, curioso, intuitivo e intraprendente, attivo nella vita politica – un passato come consigliere Pd e oggi fra i promotori a livello locale di Italia Viva, la nuova compagine politica partorita da Matteo Renzi –; insomma, un mix di ragionamento economico e rischio imprenditoriale.

Lei è fra i fondatori dello Zoo Latino (oggi Zoo Club in via Panfilo Castaldi a Cinisello Balsamo), uno dei locali più conosciuti e di successo della zona…
Mi preme dare un messaggio, soprattutto ai giovani: credo che le cose non accadano solo per eventi fortuiti o siano il frutto di situazioni occasionali. Io penso che i risultati vadano inseguiti con costanza e determinazione.

Partiamo dall’inizio…
Io nasco orfano di padre, perché mio papà è morto quindici giorni prima che io nascessi. Io, peraltro, ho ereditato il suo nome, era lui che si chiamava Pasquale Napoli, mentre io avrei dovuto essere chiamato diversamente. Mia mamma faceva la bidella al Comune di Milano e si è ritrovata vedova, sola, con due figli, nel nord Italia con tutti i parenti al Sud. Mia sorella, quando sono nato, aveva solo sette anni. Diciamo che non sono partito proprio fortunato. Così, nel corso della vita, ho cercato  di impegnarmi in tutti i contesti. Questo è successo fin dai tempi della scuola.

Un esempio?
Alle elementari ero quello che raccoglieva più carta per rivenderla. Ma questo non lo scriva. Mentre i miei compagni si presentavano con l’auto dei genitori e scaricavano la carta raccolta in settimana, io avevo stretto un accordo con tutti i portinai vicino alla scuola che me la conservavano. Uno di loro mi aveva procurato un carrello del supermercato con il quale passavo a raccogliere la carta da tutti gli altri portinai.

Beh, questo alle elementari…
Alle Superiori ho fatto il rappresentante degli studenti per tre anni e in quel periodo , oltre a occuparmi del ruolo di rappresentanza, organizzavo iniziative rivolte agli studenti.

Tipo?
Le feste, oppure eventi musicali dedicati al nostro istituto. Questa esperienza mi ha portato a costituire un’associazione che si chiamava Musica e società che organizzava gli eventi musicali non più per la scuola, ma per l’amministrazione comunale. A Villa Ghirlanda, per esempio, con un evento (si chiamava Cinisello e Musica), rivolto a tutte le scuole superiori della città. Sono riuscito così a organizzare eventi musicali con più di mille studenti, quindi di grande successo. L’associazione che avevo fondato organizzava anche Scorribande, evento addirittura provinciale.

Di che cosa si trattava?
Davamo la possibilità alle band giovanili di poter esibirsi su un palco e con un’attrezzatura professionale. Oggi forse è più facile, ma vent’anni fa non lo era affatto. Possiamo dire che Noi Xfactor lo facevamo già vent’anni fa e si chiamava Scorribande!

Come funzionava?
C’era una giuria che giudicava i gruppi alla manifestazione, solo che non avevamo la televisione e lo facevamo dal vivo. Dall’organizzazione di questo tipo di eventi è nata l’opportunità di creare un locale da ballo.

Ecco, allora ci racconti come è nato il locale.
L’area Ovocoltura Valmonte, di proprietà dell’amministrazione comunale, si trovava in stato di abbandono da oltre trent’anni. Il Comune aveva un problema di ordine pubblico perché la zona era in condizione di degrado. L’allora sindaco Angelo Zaninello e il vicesindaco, Roberto Imberti, decisero di fare un bando per insediare delle attività temporanee che permettessero la riqualificazione di quell’area fino a  quando fossero state prese decisioni di tipo urbanistico che la riguardassero. In quell’ambito era nata l’idea di realizzare un’iniziativa all’interno di quell’area. Nacquero diverse attività tra cui la discoteca che si chiamava Zoo Latino. Il locale è nato 11 anni fa. L’inaugurazione è avvenuta il 9 maggio 2008. Dovevamo fare un piano economico per lo svolgimento di questa attività temporanea della durata triennale.

Una bella sfida…
Esattamente. Questa sfida era complicata non solo dal fatto che nessuno credeva di poter creare un locale da ballo a Cinisello, perché la nostra città era considerata  un luogo non adatto per un’attività di questo tipo. Si sarebbe potuto fare a Milano, ma non nella periferia milanese e non a Cinisello.

Perché proprio non a Cinisello?
Si parlava allora della presenza della microcriminalità e di giovani allo sbando. Tutti mi dicevano che non era il contesto adeguato per far sorgere un’attività del genere. La pazzia era quindi doppia. In primo luogo perché volevamo fare un locale da ballo a Cinisello, nella periferia milanese in concorrenza con il mercato di Milano che è il più forte d’Italia e in secondo luogo perché il contesto non pareva adeguato.

Invece l’impresa è partita. Che cosa ha caratterizzato, secondo lei, la vostra realtà imprenditoriale?
Abbiamo unito competenze diverse. Questo è un messaggio importante da comunicare ai giovani. Io arrivavo da dieci anni di esperienza nel Consiglio Comunale. A 23 anni sono stato eletto per la prima volta e per 10 ho fatto il consigliere comunale. In quest’ambito amministrativo ho maturato delle esperienze, e in contemporanea ho completato i miei studi economici. Ho lavorato e studiato. Inizialmente ho organizzato eventi di tipo musicale e poi ho iniziato una vera e propria attività imprenditoriale.
Io avevo delle competenze di carattere economico e amministrativo, poi sono andato a cercare chi era esperto in altri settori utili per avviare e gestire l’impresa. Così è nata una società con competenze eterogenee. L’altro messaggio importante che voglio dare ai giovani è il seguente: tutto può nascere da una passione. Nel mio caso è l’interesse per il ballo.

Che cosa è lo Zoo Club?
Vorrei precisare che non è una discoteca tradizionale, ma un locale dedicato al ballo latino-americano anche se nell’arco della settimana abbiamo  in programma anche la musica dance. Siamo aperti cinque sere a settimana: il martedì, il mercoledì, il venerdì, il sabato e la domenica. Solo il sabato abbiamo la musica dance. Abbiamo due sale per due generi diversi. Il nostro è un locale nato con la massima funzionalità possibile: piste grandi, soffitto alto e ogni anno investiamo soldi per migliorare la struttura.

Un bilancio? Oltre alla passione sono arrivati anche i risultati?
Il successo della nostra iniziativa è stato immediato. Il giorno dell’inaugurazione sono passate dal locale 2800 persone. Mi ricordo che si è persino bloccata la statale 36.

Età dei clienti?
Nella discoteca dance, si parte dai 18 anni, mentre nel ballo latino dai 20-25 e l’età può andare anche oltre i 50. Abbiamo un pubblico vario, di età diverse.

Qual è la “funzione” dello Zoo Club nel nostro territorio?
Nell’era digitale devono rimanere dei luoghi dove ci si può incontrare di persona, questo è un posto che favorisce gli incontri e la socializzazione. Un locale da ballo offre questa possibilità. Abbiamo due “ondate”, i giovani e le persone intorno ai 50 anni che prediligono la musica e i balli latino americani.

Un primo “bilancio” del vostro locale?
Siamo stati aperti sette anni nella vecchia location. Da quattro anni siamo in una nuova location, molto più bella di quella precedente perché, non avendo più un orizzonte temporale limitato, abbiamo potuto fare un investimento importante. Il locale attuale è molto più grande: abbiamo 2.000 metri quadri a disposizione, più 1.500 metri quadri di area esterna. La filosofia è la stessa. Abbiamo sempre due sale con due tipi di balli diversi. Abbiamo diviso la zona cassa-guardaroba dalle sale in modo da permettere di offrire un migliore servizio al cliente. Il locale è collocato in una posizione strategica perché nella zona dove ci troviamo sorgerà il nuovo centro commerciale chiamato Milano Nord 2 e la metropolitana, circostanza che potrà favorire lo svolgimento di numerosi eventi aziendali che è un altro nostro ambito. Abbiamo solo due serate libere che sono spesso prenotate dalle aziende per organizzarvi degli eventi. Le aziende di solito scelgono Milano, ma quando vedono il nostro locale spesso decidono di organizzare da noi il loro evento. Si tratta di incontri che si svolgono in genere nel periodo natalizio. Mc Donald’s, ad esempio, da anni organizza il suo evento da noi con la partecipazione di oltre 600 ragazzi. Il punto di forza è che il nostro è un locale polivalente. Puoi fare la cena al tavolo oppure puoi togliere i tavoli e ballare o ospitare un concerto o una esibizione di cabaret. Molti eventi sono di carattere sportivo come quelli organizzati da Reebook, Adidas e la palestra Virgin. Da noi abbiamo avuto 80 biciclette per fare Spinning.

A questo punto, come imprenditore, si sente realizzato? Ha altri obiettivi?
Questa attività mi assorbe parecchio.  Gestisco la società con altri soci, ma di giorno ho un altro lavoro. Ho fatto sempre in modo che la mia attività professionale fosse ciò per cui ho studiato e contemporaneamente ho fatto in modo che la mia passione per il ballo diventasse anche una attività imprenditoriale.

Un desiderio nel “cassetto”?
Quello che mi piacerebbe è far capire alla mia città e al nord Milano,che sull’intrattenimento questo territorio ha davvero tanto da offrire. In passato ho fatto una proposta: potremmo diventare un hub dell’intrattenimento. Vicino a noi c’è il Carroponte a Sesto San Giovanni, alla Bicocca c’è il Sio Cafè, che è un locale simile al nostro. La movida ha incominciato a uscire dalla città di Milano. Se offri una movida di qualità con luoghi adeguati tu ti sposti dal centro della città.

NordMilano, Pasquale Napoli: “Lo Zoo Club: un’impresa a passo di danza” - overview

Sommario: Imprese da raccontare: intervista a Pasquale Napoli di Zoo
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Alex Pierro

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