Sab. 01 Ott. 2022
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Sesto, anche la chiesa locale dice no a Casa Pound

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – L’incontro di Casa Pound in programma venerdì 18 gennaio a SpazioArte a Sesto San Giovanni continua a far discutere in città. Nella polemica scende in campo anche la Commissione Cultura del Decanato di Sesto.

Nel 2018 – dicono – abbiamo ricordato i 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, gli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana e i 70 anni dalla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Questi valori, riscoperti e condivisi da tutti i popoli che fino ad allora si erano combattuti, hanno spalancato il sogno dell’Europa unita. Fare memoria non è un esercizio di pensiero nostalgico; vuol dire comprendere il senso per il presente di quanto si è ricevuto dal passato. Lo abbiamo imparato in particolare nella nostra città, Sesto San Giovanni, che ha sempre avuto a cuore la memoria della propria storia che l’ha vista protagonista della lotta di Liberazione fino a valerle il riconoscimento di Città Medaglia d’oro al Valore Militare. Tanti sono stati i nostri concittadini che hanno preso parte attiva o semplicemente sostenuto la Resistenza, spesso al prezzo della vita”.

Una lunga riflessione, per dire “no” all’arrivo di CasaPound proprio a Sesto San Giovanni. “Come associazioni cristiane impegnate nella vita della chiesa e della città, sentiamo di dover intervenire nel dibattito che si è creato in merito alla questione. Questa realtà, se pure rilanci i contenuti tradizionali della destra sociale, enfatizza lo scontro fisico e le loro dichiarazioni e i loro commenti sui siti internet e sui social sono pieni di visioni estreme sull’immigrazione, di xenofobia, di antisemitismo, di posizioni politiche ultranazionaliste, di riferimenti revisionistici al periodo fascista e ai suoi simboli; il numero di militanti denunciati e condannati per azioni violente è significativamente alto“.

Una netta presa di posizione in difesa sopratutto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Concedere uno spazio pubblico a questa associazione a Sesto San Giovanni per un raduno è una questione simbolica e quindi fortemente politica. In particolare, non possiamo non constatare l’enorme distanza tra i contenuti della Dichiarazione e le idee proposte da Casa Pound. Pertanto, facendo memoria viva di questa data e di tutte le altre date che abbiamo ripercorso durante quest’anno, crediamo fortemente che non sia opportuno concedere Spazio Arte per questa iniziativa e chiediamo a tutte le forze politiche della città di riaffermare la fedeltà ai valori comuni che abbiamo rievocato. Non concedere quello spazio a Sesto significa confermare la fedeltà ai nostri valori comuni, consapevoli del cammino fatto per costruire una convivenza più civile, pacifica e solidale, fare memoria di tutti coloro che hanno pagato di persona per realizzare questi valori e impegnarci per farli progredire, accettando le nuove sfide e la complessità del presente”.

 

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