Mer. 10 Ago. 2022
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Siti inquinati, record in Lombardia. Sesto c’è. Ecco i rischi per la salute

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Milena Gabanelli su Dataroom di Corriere della Sera tira di nuovo in ballo Sesto San Giovanni. Lo aveva già fatto in passato parlando di Anac e dei controlli anticorruzione. Lo fa di nuovo in queste ultime ore a proposito di siti inquinati.

L’Ispra ha contato 12.482 siti potenzialmente contaminati in tutta Italia, con un record di 3.733 casi in Lombardia. “L’interesse, a partire dal 1998, era quello di bonificarli. Oggi per la maggior parte resta ancora da capire la portata della contaminazione. Parliamo di aree industriali dismesse, in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici, e aree in cui sono stati ammassati o interrati rifiuti pericolosi”, si legge su Corriere.it.

In Lombardia il Corriere e la Gabanelli citano Sesto San Giovanni e le aree ex Falck. Secondo i dati Ispra c’è la presenza di metalli pesanti, Ipa, idrocarburi e solventi clorurati. La bonifica è di competenza del Ministero dell’Ambiente ed è stata completata al 32 per cento, mentre la bonifica della falda acquifera è pari a zero. I finanziamenti stanziati per bonificare le ex aree industriali di Sesto sono pari a 13 miliardi di euro.

“La situazione più critica è però in Lombardia: 5 aree contaminate da metalli pesanti, idrocarburi, PCB, inserite fra le priorità di bonifica. Le attendono da circa 18 anni. Eppure, c’erano e ci sono finanziamenti da parte del Ministero per oltre 200 milioni di euro: non sembra, perciò un problema di liquidità”, continua il Corsera.

E chiude: “L’Istituto Superiore di Sanità da anni monitora i rischi per la salute dei circa 6 milioni di abitanti che vivono nelle aree dei 45 (su 58) siti più contaminati d’Italia. Per chi ha meno di 25 anni, è stato registrato un aumento di tumori maligni del 9% rispetto a chi vive in zone non a rischio”.

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