Mar. 06 Dic. 2022
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Sesto, Cascina Gatti resta senza un medico di base

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Cascina Gatti, a Sesto San Giovanni, resta senza medico di base. “In data 29 giugno 2018 siamo venuti a conoscenza che, purtroppo, nonostante la numerosa partecipazione al bando pubblicato nel mese di aprile 2018 per la copertura di sei posti di Mmg e l’apertura delle istituzioni favorendo l’apertura di ambulatori in aree non coperte, nessun medico abbia accettato uno dei sei posti a Sesto San Giovanni né quello di Cascina Gatti”, è il messaggio che lanciano preoccupati i cittadini dell’Associazione Sottocorno, uno dei comitati di quartiere attivi nel rione tra Sesto, Cologno e Milano.

“Di conseguenza relativamente al nostro quartiere, si continuerà con l’attuale medico sostitutivo, per il quale ci auguriamo fortemente si procederà alla sistemazione dello studio attualmente occupato presso la sede di via Carlo Marx. Non conosciamo le motivazioni che hanno portato decine di medici a rifiutare l’incarico, a nostra esplicita domanda ci è stato risposto che tali scelte sono dettate da fattori strettamente personali e individuali,. Possiamo solo constatare che in questo bando sono risultati particolarmente ‘attrattivi’ i posti di Milano città, dove si sono concentrate le scelte di metà dei medici. Non che sia un problema di Sesto San Giovanni visto che gli stessi problemi si sono verificati anche nelle altre sedi dell’hinterland milanese dove su circa una ventina di posti resi disponibili nessun medico ha accettato (salvo una posizione a Bresso)”, aggiungono dall’associazione.

“Rimaniamo in attesa della pubblicazione del nuovo bando che avverrà nel mese di ottobre 2018 in cui ci è stato riconfermato il vincolo sul quartiere di Cascina Gatti da parte di Ats Milano che si è resa disponibile a fornire loro tutte le informazioni di contesto territoriale. L’Associazione Sottocorno e il Comitato Cascina Gatti ringraziano Ats Milano, con il quale hanno avuto costanti rapporti in questi mesi, ma sono fortemente preoccupati circa le procedure in essere, i meccanismi di opzione e la scarsa considerazione dei partecipanti ai bandi sulle zone periferiche di Milano, non riusciamo a capire quali motivazioni abbiano spinto i medici che hanno partecipato a non confermare l’incarico non solo a Sesto San Giovanni ma soprattutto in tutta l’area dell’hinterland milanese”.

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