Sab. 04 Feb. 2023
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Cinisello, il sindaco scrive alle parrocchie: “Ditemi di cosa avete bisogno”

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – La visita ai ragazzi e agli animatori dell’oratorio feriale di via Marconi (NELLA FOTO), il servizio alla cena nella parrocchia San Pio X. E ora la lettera ai parroci. Giacomo Ghilardi, neoeletto sindaco di Cinisello Balsamo, punta sul dialogo con le istituzioni religiose.

Il nuovo primo cittadino ha deciso di scrivere una lettera a tutte le parrocchie presenti in città. Il sindaco infatti, anche in un videomessaggio di saluto alla cittadinanza, ha più volte ribadito il suo impegno nel supportare le parrocchie e gli oratori che svolgono un’azione di accoglienza e rappresentano un punto di ritrovo all’interno della comunità cinisellese.

La lettera inizia con una citazione di Papa Francesco durante il suo discorso ai membri della Comunità di vita cristiana del 30 aprile 2015. Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ascolto e del dialogo, il sindaco si propone di istituire momenti di incontro con le comunità parrocchiali e le invita ad esprimere le loro necessità in un’ottica di collaborazione per il bene della città. “La tradizione cristiana ci ha insegnato questo modo di stare insieme e di questo ho e abbiamo bisogno”, spiega Ghilardi.

ECCO IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA

“Io cattolico guardo dal balcone? Non si può guardare dal balcone! lmmischiati lì! Dà il meglio.’ se il Signore ti chiama a quella vocazione, va lì, fai politica: ti farà soffrire, forse ti farà peccare, ma il Signore è con te. Chiedi perdono e vai avanti. Ma non lasciamo che questa cultura dello scarto ci scarti tutti! Non dimenticare quello del Beato Paolo Vl: la politica è una delle forme più alte della carità”.

(Papa Francesco, dal discorso ai membri della Comunità di vita cristiana CVX, 30 aprile 2015)

Carissimi amici, una delle cose che mi ha sempre accompagnato nell’impegno politico, che vivo da diversi anni, è la passione per la vita che, come dice il Papa, non può essere “guardata dal balcone”. Questa passione l’ho imparata in casa, dagli amici che ho incontrato e dagli ambienti che ho frequentato. Tra questi l’oratorio è senz’altro uno dei più importanti. ln oratorio ho imparato a pregare, a giocare a calcio, a vivere amicizie vere. Poi la passione per la Città con le sue possibilità e con le sfide che la attendono. Di questa Città ora sono diventato Sindaco accettando la responsabilità di amministrarla. Da solo non potrei mai farlo. Per questo chiedo anzitutto a voi di aiutarmi. Di cosa ho bisogno? Ho bisogno di incontrarvi. ll Comune è fatto dai cittadini che abitano in un determinato territorio, perciò il Sindaco deve poterli incontrare nelle varie realtà in cui vivono. Ho bisogno di sapere le vostre urgenze. La politica cittadina dovrà sempre partire dai bisogni reali della gente, Uno di questi bisogni credo sia un rilancio delle politiche familiari che faremo nel modo più adeguato alla vita di oggi. Tutta la società si fonda sull’unione di un uomo e di una donna che devono poter essere messi nella condizione di generare figli educandoli liberamente secondo le loro aspirazioni.

Ho bisogno di dialogare con tutti. La maggior parte delle preferenze, nelle scorse elezioni, sono andate a candidati che arrivano dal mondo cattolico. ll Sindaco ha bisogno che i Consigli comunali respirino l’aria dell’ascolto reale, del confronto schietto e del sostegno umano. Non uno contro l’altro, ma uno per l’altro. La tradizione cristiana ci ha insegnato questo modo di stare insieme e di questo ho e abbiamo bisogno. La nostra Città è bella e piena di gente viva! Custodiamola, rilanciamola, ringraziando chi ci ha preceduto e facendo insieme i pass! necessari per migliorare, affrontando la bella sfida del tempo presente. Vi chiedo una preghiera e una vera collaborazione!

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