Lun. 04 Mar. 2024
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Sesto, bilanci irregolari. Il Comune dovrà ripianare in 30 anni

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – La Corte dei Conti fa chiarezza sui conti di Sesto San Giovanni. Il Comune deve ricalcolare nel suo bilancio il fondo di accantonamento che viene richiesto per legge a ‘garanzià dei crediti che non vengono pagati e che difficilmente si potranno riscuotere.

Non un buco o un “taroccamento” prodotto dalla vecchia amministrazione, come aveva affermato il sindaco Roberto Di Stefano, ma un palese errore nei calcoli che ora costringe l’amministrazione a correre ai ripari accantonando una cifra calcolata in 21 milioni di euro.

A chiedere l’intervento della Corte era stato il mese scorso Roberto Di Stefano, spiegando che il Comune si trova con un disavanzo “complessivo di 21.467.119,15 euro”. Il motivo principale, secondo Di Stefano, è il calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità che si calcola sulla media dei crediti riscossi negli ultimi cinque anni. La precedente giunta nel 2016 aveva dichiarato di aver riscosso il 73% (e quindi accantonava il restante 27%) ma, secondo una nota del Comune di Sesto, “la media di riscossione degli ultimi 5 esercizi è pari al 26,96% » e quindi la somma da accantonare è oltre il 70%”. Quindi il fondo ora va aumentato, di molto, anche se il Comune potrà farlo in  un lungo caso di tempo, entro il 2044.

La Corte nel provvedimento depositato l’11 maggio ha accertato l’irregolare determinazione della quota accantonata negli anni dal 2014 al 2016 del fondo. Dunque dispone il riaccertamento del fondo per rideterminare il fondo pluriennale vincolato ed il fondo di dubbia esigibilità da esporre nel rendiconto al 31 dicembre 2017. Secondo il Pd, comunque, la delibera della Corte dei conti mostra che “non c’è nessun falso, nessun taroccamento e nessun dissesto”. 

Sta di fatto che un Comune di 80mila abitanti come Sesto San Giovanni negli ultimi anni non è stato in grado di comporre in modo regolare una funzione di calcolo che dovrebbe rappresentare lo standard per la predisposizione dei bilanci. Nè, i revisori dei conti comunali e i gruppi di opposizione (che oggi sono al governo) si erano accorti di nulla.

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