Lun. 29 Nov. 2021
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La rievocazione militare della Wehrmacht a Cologno si farà a giugno

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – Non è stata annullata, come chiesto dai partiti politici di opposizione e dalle associazioni Anpi e Aned, ma è stata solamente rimandata. La rievocazione di un campo militare della Wehrmacht a Cologno Monzese si farà nel fine settimana tra il 9 e il 10 giugno. Secondo l’ultima decisione dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco leghista Angelo Rocchi, la manifestazione, prevista per il 21-22 aprile, poco prima della festa della Liberazione, sarà rimandata a giugno. “La campagna di disinformazione ha creato una situazione esplosiva – ha dichiarato ieri mattina Rocchi convocando la stampa locale -. Di fronte al timore e al pericolo di disordini, la prima cosa è la sicurezza dei cittadini”.

Il sindaco ha anche parlato di preoccupazioni pervenute dalle forze dell’ordine. “Ci saranno laboratori, materiale storico, come una radio militare autentica. E ci sarà anche la ricostruzione di un campo dell’Armata rossa e uno dei partigiani”, ha poi spiegato l’assessore alla cultura del comune, Dania Perego, in un video congiunto con il sindaco su Facebook. A precisare le intenzioni anche il titolare dell’associazione “Rivivere il passato”, promotrice dell’iniziativa, Emilio Aurelio Pontini: “Rievochiamo: 97 Infanterie Regiment Wehrmacht, Croce rossa, partigiani italiani, polacchi ed ucraini ed Armata rossa. Il nonno di un nostro socio disertò dai ranghi tedeschi, si unì ad un gruppo di partigiani che combattevano con alcuni russi scappati dai campi di prigionia in Italia dopo esservi stati catturati”.

“Nessuna ammissione di colpa né assunzione di responsabilità da parte della giunta leghista di Cologno Monzese. Del tutto imbarazzanti e risibili i tentativi chiarificatori da parte della maggioranza, che assomigliano molto a inefficaci arrampicate sugli specchi, con l’assessora alla Cultura, Dania Perego, che prova goffamente a ricondurre il tutto ad un mero errore comunicativo. Resta evidente, invece, che non c’è stato alcun ripensamento rispetto all’organizzazione di un evento che altro non era che revisionismo storico, il quale resta indegno e intollerabile, tanto il 25 Aprile, quanto in altra data”, ha detto il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati.

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