Dom. 03 Lug. 2022
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Sesto: la Corte dei Conti chiede al sindaco Di Stefano 62mila euro

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Il prossimo 21 febbraio il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano dovrà comparire davanti ai magistrati della Corte dei Conti per rispondere all’accusa di avere ricevuto un compenso illegittimo di 62.833,28 euro. Come si legge in una lunga nota del Pd cittadino, “la decisione della Procura di citarlo in giudizio risale allo scorso 21 agosto, dopo un’inchiesta che è iniziata nel 2012 con l’esposto dell’allora Segretario comunale, dottor Mario Spoto, che segnalava come Di Stefano fosse contemporaneamente consigliere comunale di Sesto San Giovanni, e come tale ricevesse un gettone di presenza, e amministratore delegato della società pubblica Bic La Fucina, la maggioranza della quale era in capo alla Provincia di Milano, ma che era partecipata anche da alcuni comuni della zona, compreso Sesto San Giovanni”.

Come viene spiegato dai portavoce del Pd, la legge finanziaria del 2007 aveva esplicitamente vietato “la corresponsione di compensi agli amministratori di società partecipate da enti pubblici già in carica come amministratori di enti locali partecipanti alla compagine sociale”. Dunque Di Stefano non poteva, secondo la Procura, ricevere compenso alcuno dal Bic La Fucina.

Continuano dal Pd: “L’incompatibilità della situazione dell’attuale sindaco era stata del resto ampliamente segnalata alla Provincia e allo stesso Di Stefano. Nella riunione del 3 agosto 2011 in cui venne nominato nel Consiglio di amministrazione, il Presidente del Collegio sindacale rag. Angelo Minoia aveva evidenziato che non fosse possibile nominare Di Stefano e perplessità avevano espresso il sindaco di Bresso Zinni e i vice sindaco di Sesto Morabito e di Cinisello Ghezzi. Tra l’altro veniva contestato da Morabito il fatto che si scindesse la figura del Presidente da quella dell’Amministratore delegato con un notevole aggravio di costi per un società già in difficoltà. Fino ad allora infatti le due cariche erano accentrate su una sola persona, in quel momento l’ex assessore di Forza Italia Andrea Mascaretti. Ma la Provincia, guidata allora dal Presidente di centro destra Podestà aveva imposto il suo volere grazie al fatto che aveva il 49, 74% delle azioni. Nemmeno la protesta di Franca Landucci e di Antonio Lamiranda, che allora in Consiglio comunale a Sesto San Giovanni rappresentavano il Pdl insieme a Di Stefano, aveva fermato la nomina. Oggi Lamiranda siede in giunta insieme a Di Stefano. Cosa dirà oggi l’ex accusatore e ora assessore?”. Nelle prossime ore il gruppo del Pd in Consiglio comunale presenterà un’interrogazione e chiederà al Sindaco di riferire in aula martedì.

“Una vicenda nota e vecchia che sta seguendo il relativo iter procedurale. Non ho condanne né indagini della Procura. È un semplice iter della Corte dei Conti per una vicenda vecchia di 7 anni. Ribadirò alla Corte dei Conti, con la massima tranquillità, quanto ho già sostenuto in passato, ovvero che ho agito secondo la legge e nell’assoluta trasparenza”, la replica del sindaco Di Stefano.

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