Mar. 05 Lug. 2022
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Cusano, Palazzo Omodei. I 5 Stelle si rivolgono alla Procura di Monza

[textmarker color=”E63631″]CUSANO MILANINO[/textmarker] – Nuove polemiche per Palazzo Omodei di Cusano Milanino. Questa volta i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno deciso di andare alla Procura della Repubblica dove hanno depositato un esposto per denunciare presunte irregolarità e sospetti che riguardano le scelte politiche degli ultimi anni.

In particolare i portavoce del M5S hanno segnalato ai giudici una modifica della convenzione che doveva servire al Comune per riqualificare l’antico edifico di proprietà pubblica. Nel 2004 il Comune aveva affidato al noto imprenditore cusanese ingegner Bravi il compito di ristrutturare l’edificio in cambio della realizzazione di un nuovo quartiere nelle aree industriali ex Cia.

“Dagli accessi agli atti che abbiamo fatto per recuperare la documentazione emerge chiaramente che la convenzione del 2003 sia stata cambiata nel 2007 senza che il Comune ne avesse un ritorno positivo – scrivono i grillini -. Mentre la prima stesura del testo prevedeva che le palazzine private ricevessero l’agibilità e l’abitabilità solo a seguito del completamento delle opere pubbliche, dopo 3 anni si stabilì diversamente, e cioè che alcune lavori per i cittadini potessero essere terminati anche dopo l’emissione dell’agibilità e abitabilità per gli immobili privati”. Un danno per la città secondo i grillini.

Altro tema spinoso è quello delle fideiussioni (garanzie rilasciate dall’operatore pregiato) che il Comune avrebbe dovuto incassare dopo il fallimento della società dell’ingegner Bravi che non ha mai concluso i lavori. Per questa operazione furono firmate due fideiussioni, una bancaria e un’altra con una finanziaria.

“Quella bancaria da 300.000 euro circa è già stata incassata senza problemi dal Comune, a seguito del fallimento della Edilteco, società anch’essa dell’Ing. Marco Bravi che si occupava dei lavori previsti dalla convenzione, che fu annullata – scrive ancora il M5S -. La seconda fideiussione, del valore di 3.300.000 euro, invece non è stato possibile recuperarla poiché è sempre stata carta straccia. Ebbene sì, la società con cui è stata firmata, la Global/ Fin. Igea, non è mai stata abilitata al rilascio di fideiussioni verso gli enti pubblici. Appena abbiamo saputo che c’era questa possibilità, per verificare se era autorizzata o meno, abbiamo chiamato la Banca d’Italia. Sapete quanto ci abbiamo messo per avere una risposta? 5 minuti a dir tanto. È mai possibile che nessuno tra tecnici comunali e politici si sia mai accorto che stavano firmando della carta straccia?”.

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