Mer. 06 Lug. 2022
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“Il Qatar finanzia la moschea di Sesto”: polverone sul centro islamico. Ma il sindaco chiarisce

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Le vicende internazionali toccano anche Sesto San Giovanni. Come ben noto, in questi giorni è scoppiata una nuova crisi nei Paesi del Golfo dopo che 6 nazioni hanno deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con il Qatar. Il motivo? Alcuni fondi del Paese dell’emiro Tamim al Thani, secondo alcune fonti giornalistiche, fornirebbero risorse economiche ai terroristi e ai combattenti dell’Isis.

Ora, al di là delle vicende e delle ripercussioni internazionali, quello che sta accadendo in Medio Oriente tocca anche il Nordmilano e Sesto San Giovanni, città dove si sta realizzando una nuova moschea, la più grande della Lombardia. Proprio la futura moschea sestese vedrebbe tra i suoi finanziatori anche Qatar Charity. Ed ecco le polemiche: “La Fondazione Qatar Charity è stata riconosciuta dal Governo americano come uno dei soggetti finanziatori di alQaeda e nel 1997 lo stesso Osama Bin Laden ricevette del denaro da parte di questo fondo. Siamo veramente preoccupati da questa deriva senza fine: Sesto sta diventando, per colpa del sindaco e del Pd, la capitale dell’integralismo islamico. Qui a Sesto si costruirà la moschea più grande del Nord Italia finanziata da un Paese vicino al terrorismo”, ha detto Roberto Di Stefano, candidato sindaco del centrodestra.

A rincarare la dose ci ha pensato l’assessore regionale Viviana Beccalossi: “Giusto e doveroso pretendere trasparenza sui finanziamenti della più grande moschea del Nord Italia. Sarebbe grave e inaccettabile accertare che parte dei 5 milioni di euro stimati per realizzare la mega-moschea provengano dal Qatar attraverso ‘Charity Foundation’. Il Centro islamico faccia subito chiarezza e sgomberi il campo da ogni dubbio”, ha detto la Beccalossi.

“La campagna elettorale sestese si arricchisce di ulteriori, pesanti strumentalizzazioni”, la replica del sindaco uscente, Monica Chittò, candidata per il “bis” alla guida del centrosinistra. “Già ieri, nella mia qualità di sindaco, ho immediatamente convocato per oggi i responsabili del centro islamico, che ho appena finito d’incontrare. Nel colloquio essi hanno affermato di accettare solo finanziamenti tracciati, dati senza condizioni e provenienti da soggetti che non entrino in liste nere del Governo italiano. Hanno anche affermato di non aver ricevuto alcun contributo dalla Fondazione citata e che la maggior parte delle risorse fin qui raccolte provengono da membri della comunità, della quale ribadiscono il carattere italiano. In contemporanea ho informato il Prefetto di questo colloquio”.

“Siano chiare due cose – chiosa la Chittò -. La prima: dovesse risultare in futuro che il centro islamico abbia ricevuto o riceverà finanziamenti da Fondazioni sospette, interverrò per revocare il permesso di costruzione. Questo per la tranquillità dei cittadini sestesi. La seconda: Di Stefano, per l’ennesima volta, utilizza qualunque argomento per gettare fango su di me e su chi mi sostiene, generando un clima d’odio che ha già portato a scritte, minacce a me ed ai miei assessori anche in queste ore, comportamenti inconsulti di cittadini che lo sostengono”.

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