Lun. 06 Dic. 2021
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Canone concordato: dopo 18 anni la firma in Comune a Sesto

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Dopo 18 anni è stato firmato ieri a Sesto San Giovanni, tra le associazioni dei proprietari (Assoedilizia, Uppi e Asppi) e dei sindacati degli inquilini (Sunia e Conia), l’accordo locale della città di Sesto San Giovanni sul canone concordato.

L’accordo definisce, come previsto dalla legge 431/98, i canoni di locazione minimi e massimi per ciascuna delle quattro zone nelle quali è stata divisa la città e, per la prima volta nella Provincia di Milano, recepisce gli elementi introdotti dal decreto Ministeriale del 16 gennaio 2017 (elementi che concorrono alla possibile riduzione del canone, possibilità di stipulare contratti transitori e attestazione dei contratti). La città è stata divisa in quattro zone e ogni zona, a sua volta, è divisa in tre sub aree, definite sulla base di alcuni parametri relativi alle condizioni dell’alloggio che fanno aumentare o diminuire il suo valore di affitto.

La zona 1 (Comune – Marelli) prevede un canone minimo di 60 euro/mq e uno massimo di 100 euro/mq all’anno; la zona 2 (Rondinella – Rondò – Stazione FFSS) un minimo di 50 euro/mq e un massimo di 90 euro/mq; la zona 3 (Pelucca – Cascina Gatti – Parpagliona) un minimo di 40 euro/mq e un massimo di 80 euro/mq; la zona 4 (Torretta) un minimo di 30 euro/mq e un massimo di 70 euro/mq.

“L’applicazione del canone concordato riduce mediamente l’affitto del 25 per cento rispetto al libero mercato e consente al proprietario dell’immobile di accedere ad alcune agevolazioni fiscali comunali (abbassamento dell’Imu sulle seconde case dallo 0.76 allo 0.4) e nazionali (cedolare secca del 10 per cento sul canone se persone fisiche e pagamento dell’Ires sul 70 per cento del valore del canone se società)”, si legge in una nota del Comune.

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