Dom. 23 Gen. 2022
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“La famiglia prima degli interessi dei cittadini”. La Chittò attacca Di Stefano su Afol

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Le elezioni sono dietro l’angolo. E il gioco, a Sesto San Giovanni, si fa duro. Talmente duro che anche il sindaco uscente, Monica Chittò, candidata per il Partito Democratico e sostenuta da liste civiche e partiti del centrosinistra, passa agli attacchi “personali”. La Chittò punta il dito contro il rivale Roberto Di Stefano, candidato per il centrodestra, accusandolo di rincorrere interessi di partito che a ben guardare sono anche personali, anzi familiari. “Per il candidato sindaco Roberto Di Stefano le logiche di partito vengono prima degli interessi dei cittadini. Mercoledì, l’assemblea dei soci di Afol Metropolitana, l’agenzia pubblica per il lavoro, avrebbe dovuto eleggere il Comitato Territoriale: si tratta di un organismo molto importante, che rappresenta i Comuni e che deve operare concretamente per i territori per aiutare i cittadini a trovare lavoro. Tutti i 41 Comuni soci erano d’accordo su una lista di 11 persone, rappresentative dei diversi territori che costituiscono Afol, quando i rappresentanti dei Comuni governati dal centrodestra hanno chiesto di togliere dalla lista la consigliera di Cornaredo della Lega, rappresentante dei Comuni dell’area del Nord Ovest, per inserire quello di Silvia Sardone, consigliera comunale di Milano, o, in alternativa, quello di suo marito Roberto Di Stefano”, racconta la Chittò.

“A scelta. Perché evidentemente ‘la famiglia’ viene prima delle competenze. In questo momento di campagna elettorale l’ennesimo esempio di un modello da non seguire: una consigliera comunale milanese e il marito candidato sindaco che cercano di inserire all’interno di una istituzione tra i cui componenti vi sono Città Metropolitana e Comune di Sesto San Giovanni. Un conflitto di interessi molto palese. La proposta è stata respinta da tutti i Comuni di centrosinistra, perché indebolisce la rappresentanza di un importante territorio della Città Metropolitana e snatura il ruolo del Comitato territoriale e, quindi, tutto è stato rimandato. Questa vicenda mette bene in luce come per la Lega e Forza Italia gli accordi di partito sull’area metropolitana vengano ben prima degli interessi dei cittadini, persino su un tema fondamentale come quello del lavoro: Di Stefano o Sardone farà un passo indietro?”.

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