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La scomparsa di Luciano Valaguzza. “UNA PRESENZA RARAMENTE DISCRETA”: il ricordo di un protagonista della vita civile e politica

La scomparsa di Luciano Valaguzza, protagonista della vita politica a Cinisello Balsamo e consigliere di lungo corso in Regione Lombardia, lascia un vuoto profondo nella comunità locale e nelle istituzioni del territorio. Con lui se ne va un pezzo importante di storia amministrativa e civile del Nord Milano, caratterizzato da un’incessante vocazione al servizio pubblico e da una costante passione per il dibattito democratico. Per comprendere l’impatto umano e ideale che la sua figura ha saputo esercitare, sono preziose le parole e i ricordi condivisi da Francesco Cacopardi, che restituiscono il ritratto di una stagione politica irripetibile e la genesi di un percorso vissuto sempre in prima persona.
“Luciano Valaguzza – racconta Cacopardi – ha segnato profondamente la nostra vita cittadina. Non c’è passaggio nella comunità che non abbia visto nel bene o nel male la sua presenza raramente discreta, sempre da protagonista discusso in ogni ambiente in cui ha avuto l’ardire e la capacità di immergersi  in prima persona. Quando nel 1977, a 17 anni, ho cominciato a interessarmi del contesto in cui ero, sia alla Crocetta dove abitavo, sia al Liceo Peano che frequentavo e negli ambiti della politica cittadina, ne avevo già sentito ampiamente parlare quale discendente di suo papà Pietro anch’esso militante convinto della Democrazia Cristiana e riferimento indiscusso dell’Opera Pia Martinelli, ora Fondazione”. “A casa  – prosegue Cacopardi – mi arrivavano i soffi dei conflitti politici attorno ai Decreti Delegati, ovvero ai primi esperimenti di gestione democratica delle vecchie scuole, ancora prodotti intoccati del mondo sabaudo, poi fascista, poi liberale e socialista. I nuovi spazi, pensati dai sociologi democristiani, videro un sussulto del mondo cattolico per accettare la nuova sfida, implicandosi nella diretta gestione del mondo scolastico educativo. Così anch’io ho respirato l’aria dell’impegno sociale a favore della libertà di educazione dai miei genitori in una Cinisello egemonizzata dal Partito Comunista”.

“Cresciuto all’Oratorio di Balsamo con Monsignor Claudio Livetti (morto a Maggio a 94 anni), vicario dell’oratorio dal 1955 al 1965, sopravvissuto ad un drammatico incidente d’auto che lo ha reso poi devoto e fedele barelliere della Madonna di Lourdes, Valaguzza è frutto di una generazione di balsamesi estremamente competitivi l’uno l’altro – cito Mario Marcante, Sandro Biassoni, Luigi Tamagnini e i più giovani Giuliano Marocco, Giuseppe Petrucci, la “colonia” della Crocetta di Mastursi e Guglielmi – che ha segnato la vita politica cittadina dell’opposizione alla maggioranza assoluta social comunista. Nel 1980 la Democrazia Cristiana di Cinisello Balsamo era una polveriera di idee e visioni. Io muovevo i miei primi passi nel Movimento Popolare, mentre Luciano Valaguzza rispondeva alla linea di Mazzotta e Tabacci. Mi usò quanto bastava, da giovane “boccalone”, perché io rompessi con gli amici che mi avevano portato nel partito. Restammo su sponde opposte nella gestione del partito locale, eppure Luciano, da nemico, restò uno dei più grandi maestri nella tecnica politica. Da lui ho imparato il rispetto sacrale per le istituzioni e la necessità di studiare i dossier prima di accendere i microfoni. La sua autorevolezza, d’altronde, era certificata dai fatti: era un leader locale, un amministratore di peso negli organismi dove fu incaricato, consigliere in Provincia di Milano e poi influente consigliere in Regione Lombardia. Da lui, ancora, ho appreso il realismo tattico e i meccanismi di una macchina spesso cinica. La sua fermezza incrollabile mostrava talvolta il fianco a una testardaggine inutile sulle proprie convinzioni: un’ostinazione che gli ha precluso sbocchi e opportunità che una dimensione più collaborativa avrebbe invece generato”.

Valaguzza
Luciano Valaguzza (foto pagina Facebook Comune di Cinisello Balsamo)

Valaguzza e le turbolenze della politica

“Nel 1993, con il crollo della Prima Repubblica, – aggiunge Cacopardi – lo scontro si fece totale: Luciano lasciò la carica di Vice Sindaco nella prima Giunta non di sinistra della storia cinisellese a cui anch’io avevo preso parte da Assessore per passare in Regione dove era stato eletto  schierandosi con il centro-destra. Dopo la fallimentare gestione con Zamponi vice Sindaco, poi approdato nelle liste Di Pietro, con Risio e Sormani  imboccammo la strada dell’Ulivo, favorendo con la sinistra di allora il consenso al Sindaco Gasparini. Da allora me la giurò, seppur gli ultimi decenni, complice la maturità, hanno levigato le vecchie asprezze correntizie anche per le scelte che dal 1995 in poi feci di staccarmi dalla vita politica e locale per impegnarmi nel difficile lavoro imprenditoriale. Luciano mi è diventato più caro attraverso un grande amico comune, Antonio Oliverio, anch’egli in Paradiso con cui Valaguzza ha condiviso momenti di profonda umanità nei pellegrinaggi annuali a Lourdes e cruciali passaggi gestionali nelle partite di Ferrovie e del Parco Nord. Scommetto per lui sul Paradiso, o nel luogo prima del Purgatorio, dove comunque  le sponde opposte finalmente si annullano e dove sta trovando quella pace perfetta che la politica e la turbolenza terrena, con tutte le sue battaglie e le sue umane debolezze, non ha mai potuto offrirgli, ma che lo ha reso protagonista è uomo genuino del tuo tempo”.

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