Gio. 19 Mag. 2022
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“La guerra è finita”: la mostra di Patellani al MuFoCo aperta fino ad aprile

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Il MuFoCo, il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, proroga fino al 30 aprile 2017 l’apertura della mostra “La guerra è finita. Nasce la Repubblica. Milano 1945 – 1946. Fotografie di Federico Patellani”, a cura di Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi. Oltre al grande interesse del pubblico, infatti, sono arrivate numerose richieste da parte delle scuole, che tutte le mattine sono ospiti al Museo per partecipare a percorsi didattici e laboratori e per la scelta degli insegnanti di svolgere le proprie lezioni di storia e di educazione civica tra le sale espositive.

La mostra, inaugurata a settembre 2016 in occasione dei 70 anni della Repubblica Italiana e del voto alle donne, racconta attraverso 70 fotografie di Federico Patellani (Monza, 1911 – Milano, 1977), maestro del fotogiornalismo italiano, la distruzione e la rinascita di Milano dopo la Seconda Guerra Mondiale e la vittoria della Repubblica nel referendum del 2 giugno 1946.

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Tra immagini note e altre preziose testimonianze da scoprire, il visitatore è accompagnato attraverso un percorso che tocca momenti cruciali della storia nazionale, come il referendum Monarchia-Repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente, quando, per la prima volta in Italia, le donne sono ammesse al voto. Federico Patellani documenta questi passaggi con il consueto sguardo attento, celebrando la vittoria della Repubblica con un’immagine divenuta molto celebre: il volto sorridente di una giovane donna incorniciato dal titolo “E’ nata la Repubblica italiana” sulla prima pagina del Corriere della Sera del 3 giugno 1946. All’interno del percorso espositivo sono mostrati anche i provini realizzati dall’autore, che testimoniano il processo di costruzione della fotografia pubblicata sulla copertina del settimanale Tempo il 15 giugno 1946.

Un secondo corpus di immagini della mostra documenta la vita nella città di Milano nell’immediato dopoguerra, tra case distrutte e macerie, in uno scenario di disagio sociale che rimanda a un’Italia lontana, ferita e disorientata all’indomani del ventennio fascista.

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