[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Dopo lo sgombero dalla casa rossa di viale Italia e dopo la protesta nella chiesa di Santo Stefano, in piazza Petazzi, gli occupanti hanno subito trovato una nuova “dimora”. Si tratta di un capannone industriale in disuso in via Sacco e Vanzetti. “Questa è una struttura nuova e mai usata. Non siamo noi gli irregolari: dovrebbe essere proibito lasciare immobili così vuoti e senza funzione per il territorio”, hanno dichiarato gli occupanti alla stampa.
Ecco i dettagli nell’articolo pubblicato da Il Giorno: cliccate qui per leggere.
Nel frattempo l’amministrazione comunale torna sull’argomento con un comunicato ufficiale che annuncia una soluzione per 3 famiglie, con minori, che occupavano la casa rossa in viale Italia. “L’amministrazione comunale ha trovato una soluzione per le tre famiglie sestesi con minori, in totale 13 persone, alloggiandole in emergenza. Ci è stato chiesto di prendere in carico anche famiglie di altri Comuni, ma in un momento di emergenza degli alloggi come quello che stiamo vivendo ogni amministrazione deve fare la parte che le compete”, ha detto il vicesindaco Andrea Rivolta.
Il quale ha anche aggiunto: “Rimango convinto che il Comitato di gestione della casa rossa, l’Unione Inquilini e la Sinistra Anticapitalista, che hanno gestito l’occupazione, hanno preso decisioni scellerate, che invece di aiutare chi è in difficoltà ne hanno aggravato i problemi. Sono stati introdotti fino all’ultimo momento prima dello sgombero nuclei familiari che già avevano trovato una soluzione alternativa, facendoli ripiombare nell’emergenza, e si è in qualche modo accelerato lo sfratto di una famiglia che poteva essere rinviato. Gestendo in questo modo la situazione si è fatto un uso strumentale dei problemi delle persone”.




