Dom. 23 Gen. 2022
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Nuovo furto al cimitero di Brusuglio, via il rame e gli ornamenti

[textmarker color=”E63631″]CORMANO[/textmarker] – Nella notte tra giovedì e venerdì i ladri di rame sono tornati a colpire anche a Cormano.  Hanno rubato il rame al cimitero di Brusuglio. L’ennesima volta e l’ennesimo rame trafugato. I ladri hanno anche portato via alcuni ornamenti in metallo sulla lapidi.

Questa volta, l’ennesimo furto, ha provocato la reazione pubblica dell’assessore Fabrizio Vangelista che sul suo blog ha scritto: “Ma l’impressione, quella giusta e condivisa, è che oggi si ruba di tutto. Dai furti negli appartamenti, al rame, alle auto, ai motorini, alle biciclette. Si ruba costantemente, senza pause. In ogni luogo. L’impressione è che con l’esplodere della crisi economica siamo piombati in un quotidiano criminologico. Dove si ruba, si rapina e si fa danno a privati e collettivi.

Un universo che consolida un’opinione diffusa di un presente senza controllo, insicuro, impestato di nuove malattie sociali. E un futuro che non potrà essere migliore. La crisi economica ha aperto una crisi ancor più devastante che produce un pessimismo senza ritorno. Scollegato dalla crisi stessa. Dove le persone sono tutte potenziali nemiche. Gli immigrati una causa preponderante dell’insicurezza e i poveri una dilagante minaccia.

Il quotidiano criminologico non prevede soluzioni, ma solo misure urgenti. Ci sono i ladri e allora mettiamo le telecamere ovunque. E presidiamo ogni strada, ogni angolo. Se non bastano i carabinieri, inventiamoci le ronde. Il paradosso della crisi è che non riusciamo più a collegare i suoi effetti (come la povertà dilagante) all’aumento di furti, di ladri, di pezzenti, di sbandati, di violenti. E questo smarrimento riguarda tutti, a partire dalla politica. Il bisogno di somministrare un vaccino emergenziale contro la paura andrebbe sostituito con un piano contro le povertà, per il lavoro, per ripartire”.

Opinioni legittime e condivisibili, aggiungiamo noi. Forse, però, si dovrebbe fare i conti anche con le incertezze del sistema giudiziario e carcerario italiano e con la caduta del senso civico generalizzata. Questo spiega perché la microcriminalità sia più accanita in Italia che non in altri paesi europei, pur sempre alle prese con la crisi. Su questo la politica dovrebbe non solo interrogarsi, ma agire con energia.

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