[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Le polemiche della politica non si sono ancora spente, dopo che la maggioranza di centro sinistra ha bocciato un documento presentato dai gruppi di opposizione per ricordare le vittime della strage di Parigi e condannare il terrorismo. Ma ora un nuovo passo lo compie la lista Verso Sesto, che è parte della maggioranza, e che infischiandosene degli scambi polemici tra gli altri partiti, ha scritto al direttore del Centro Culturale Islamico di Sesto San Giovanni, Houcine Bouchemal, chiedendogli un incontro per sviluppare iniziative comuni che possano servire a spezzare quella paura del diverso che vicende drammatiche come quelle di Parigi rendono ancora più attuali anche tra i cittadini sestesi.
Nella foto Houcine Bouchemal
Di seguito il testo integrale della lettera inviata:
Gentile Direttore Houcine Bouchemal, le scriviamo dopo gli attentati che hanno sconvolto Parigi e l’Europa intera per provare a capire quali sinergie, quale dialogo e quali iniziative concrete la politica può mettere in campo nella nostra realtà quotidiana insieme ai cittadini italiani, e sestesi in particolare, che professano la religione mussulmana, per rispondere a due sentimenti diffusi oggi tra la popolazione tutta: la rabbia e la paura.
Gli attentati avvenuti a Parigi hanno visto un salto di qualità non solo nella ferocia degli assassini, ma nella percezione concreta che i cittadini europei hanno avuto degli accadimenti. A differenza di ciò che è avvenuto a Madrid e Londra negli anni passati, a Parigi oggi, come a Gennaio per l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, chi ha seminato morte era francese, certamente figli e figlie di immigrati, ma addirittura di terza generazione.
Sembra che i cittadini europei si siano svegliati l’indomani con una certezza tremenda: queste persone, questi nostri vicini di casa non appartengono alla nostra società, ai nostri valori, alla nostra cultura. E’ fallita la politica dell’integrazione, dell’assimilazione che, pur nelle differenze religiose, credevamo di aver acquisito. Pur frequentando le stesse nostre scuole, gli stessi ambienti, ci vogliono sterminare in nome del loro Dio. Queste paura, e la rabbia che ne consegue, creano un sentimento diffuso di sospetto che scivola troppo spesso nel puro razzismo, con forze sociali e politiche irresponsabili pronte a soffiare sul fuoco.
Ma è davvero cosi? Davvero chi oggi in Europa professa la religione mussulmana è nemico giurato della cultura, delle istituzioni democratiche e dei cittadini che compongono le nostre società? Noi continuiamo testardamente a pensare di no e l’esempio del Centro Culturale Islamico di Sesto San Giovanni è per noi un esempio che la paura e la rabbia diffuse possono trovare risposte diverse , di integrazione, di valori comuni, di comune destino. Il vostro comunicato, all’indomani degli attentati, ne è stato un esempio, così come il vostro agire concreto nella nostra città lo dimostra da anni.
Oggi c’è bisogno di sviluppare, pensare ed agire iniziative e dialoghi diffusi che rispondano alle preoccupazioni che prima le esponevamo, che sappiamo non essere solo nostri ma anche suoi e di chi frequenta il Centro Culturale. La invitiamo ad un incontro, da definire e concordare insieme, per cominciare a sviluppare una riflessione comune, che possa essere l’inizio di un percorso proficuo per tutti i cittadini sestesi, di qualsiasi religione o credo.
Verso Sesto-Democratici per il cambiamento





