Lun. 25 Ott. 2021
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Bus elettrico VS tram. A Bresso e Cusano la sfida è aperta

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – Si chiama “bus elettrico a ricarica veloce”. E’ un brevetto interamente italiano che la multinazionale Abb  ha studiato nello stabilimento di Terranuove Bracciolini, in provincia di Arezzo. Rappresenta l’alternativa più moderna ai vecchi tram e ai filobus, perché consente di far circolare autobus elettrici con ricarica rapida, capaci di ricolmare 7 giorni su 7, 24 ore su 24, senza bisogno di soste per la ricarica.

E’ l’alternativa giusta al progetto per la tramvia di Bresso. Lo stesso che anche il Movimento 5 Stelle di Bresso ha sempre difeso e promosso per cercare di convincere le istituzioni ad abbandonare il costoso e complesso progetto per la nuova tramvia che dovrebbe collegare Milano a Seregno passando per Bresso, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese e Desio.

I vantaggi sono enormi:

A cominciare dai costi di realizzazione molto più bassi. Non si dovranno posare nuovi binari, ma si trasformerà la sede del vecchio tram in una corsia preferenziale, utile anche alle ambulanze.

Costi di gestione enormemente inferiori. Se si calcola che un filobus tradizionale ha costi di gestione di 5 volte inferiori a quelli di un tram, per questo progetto potrebbero essere addirittura inferiori.

Completa compatibilità ambientale. Gli autobus elettrici non inquinano.

Compatibilità urbana: per i tram è necessario realizzare una banchina protetta che finirà per dividere in due le città che attraversa, mentre questo sistema consentirà di fare corsie preferenziali più leggere. Inoltre, alcuni incroci che si trovano lungo il percorso potranno rinunciare ai semafori. Oggi le rotonde non sono realizzabili perché i tram sono più lunghi dello stesso incrocio.

La nuova linea tranviaria, per altro progettata 20 anni fa, appare medioevale rispetto a questi nuovi sistemi. Eppure i sindaci non se ne vogliono convincere. Occorrerebbe il loro coraggio per mettere intorno ad un tavolo il ministro alle Infrastrutture Delrio, la Città Metropolitana, La Regione Lombardia e tutti gli enti coinvolti e fare un passaggio storico. Ci guadagnerebbe lo Stato, ci guadagnerebbero i comuni. Ma sopratutto ci guadagnerebbero i cittadini. Ciò che ci domandiamo è come sia possibile che nessun politico abbia il coraggio di scommettere su questa innovazione?

Perché continuare a difendere un progetto vecchio, costoso e quasi certamente fallimentare, come è stato per la tranvia cinisellese che è lì, esempio concreto di un trasporto che non funziona?

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