Gio. 23 Set. 2021
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Il Centro Diurno Disabili mette in crisi la politica di Sesto San Giovanni

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – “Chiediamo da domani la solidarietà concreta di tutti i lavoratori dell’Ente e ai cittadini di Sesto. Da stasera noi siamo fuori. Una Amministrazione senza faccia ha CACCIATO, dopo mesi di prese in giro indecorose, 23 lavoratori. Noi diciamo al Sindaco: VERGOGNA e chiediamo a TUTTI I LAVORATORI di aiutarci. I prossimi saranno i nidi. Al Sindaco , che ha dichiarato di non voler esternalizzare i nidi, ho chiesto come pretende di essere creduta, dopo che ha seguito col CDD lo stesso metodo. Da stasera proviamo imbarazzo per questa maggioranza che governa la città e per avere dato tutto il nostro lavoro ad una Amministrazione che non lo meritava e che ci ha trattato come nemici, prendendoci indecorosamente in giro. Non hanno più faccia ormai agli occhi di alcuno e soprattutto dei lavoratori. Lotteremo PESANTEMENTE per i nostri diritti”. Con queste parole dure e drammatiche i lavoratori del Centro Diurno Disabili di Sesto San Giovanni hanno denunciato quanto è accaduto martedì sera nella commissione del consiglio comunale nella quale è stato sostanzialmente annunciato dal sindaco Monica Chittò la volontà di esternalizzare il Centro Stesso. Non è stato ancora chiarito cn quali modalità, ma è stato detto che il progetto è questo e non si tornerà indietro, nemmeno per valutare le due proposte alternative che erano state avanzate dai lavoratori. Potete leggere le proposte dei lavoratori a questo link di facebook

C’è maretta nel centro sinistra. Il consigliere comunale Moreno Nossa di Sel ha lasciato l’aula ed ha espresso la sua amarezza su facebook: “Alle ragazze/I del CDD. Mi dispiace ragazzi. Mi dispiace con il cuore prima di tutto. Personalmente mi sono esposto e ne vado fiero lo rifarei, e vi assicuro che combattero’ per una battaglia di civilta’ e diritti fino all’ultimo voto, Io vi guardero’ dritto negli occhi, sapendo il grande lavoro che avete fatto per questa citta’, per tuute le proposte di buon senso che avete portato avanti, supplendo a una parte di amministrazione alquanto lacunosa di idee se non la sola di esternalizzare il servizio, alla faccia della qualita’ dei nostri servizi sociali. Faro’ decantare il tutto accettando consigli da parte di tutti. Essendo stato eletto e non nominato, lo ritengo doveroso e rispettoso verso chi ha messo il mio nome sulla scheda elettorale tre anni fa. Io in questo momento sono in grossissime difficolta. Vi e’ stata una mutazione genetica di questa giunta, che a me non piace e che non condivido. Attendo. Buona serata a tutte/i e scusate lo sfogo. Ma la mia Sesto e’ un’altra cosa”.

C’è il rischio serio che Nossa, o addirittura il Sel si sfilino dalla maggioranza, e potrebbero essere seguiti anche da Rifondazione Comunista, mettendo in ginocchio il centrosinistra sestese.

Intanto dall’opposizione si moltiplicano i segni di sostegno nei confronti del lavoratori del Cdd e contro l’operazione che sta portando a termine la giunta del sindaco Chittò. La prima accusa che gli viene mossa è di aver condotto questa vicenda complessa delicata senza coinvolgere gli altri partiti della città. Nemmeno quelli della maggioranza. La Lista Civica sesto nel Cuore ha chiesto di bloccare tutto e di tornare ad un tavolo con tutti partiti per analizzare numeri e progetti e decidere per il bene della città in modo condiviso.

Ecco di seguito la posizione della Lista Civica Sesto nel Cuore: “

“Ieri sera durante la Commissione Consiliare è conclusa la farsa messa in scena della maggioranza che ha dichiarato di voler esternalizzare il Centro Diurno Disabili per motivi di carattere economico.

Questa scelta pare sia stata maturata solo dal PD e non condivisa con le altre forze politiche della maggioranza (Verso Sesto – ex IDV, SEL e PRC) così come da dichiarazioni pubbliche di questi ultimi.

Fin dalla prima riunione la nostra lista civica ha chiesto, più volte, se l’analisi del destino del Centro Diurno Disabili fosse condizionata da una scelta politica di riformare il servizio offerto alla città oppure se dipendesse da questioni di bilancio; ieri sera abbiamo appreso dalle parole del Sindaco e dal Capo di Gabinetto Luca Finazzi che la scelta del PD è stata determinata da esigenze di bilancio ed esclusivamente economiche.

Preso atto che la scelta è di carattere esclusivamente economico, come seconda forza politica della città, se la parola democrazia per la maggioranza e la giunta ha ancora un senso, chiediamo di bloccare immediatamente i lavori e di non attivare la procedura per la convocazione dei tavoli di trattativa con i sindacati dei lavoratori in quanto l’argomento, vista la delicatezza degli interessi in gioco, necessita di una preliminare valutazione politica coinvolgendo, senza logica di appartenenza, tutte le forze presenti in consiglio comunale. Se il problema è esclusivamente economico è compito della politica, di tutti i consiglieri comunali e delle rispettive formazioni politiche confrontarsi e proporre soluzioni all’aspetto esclusivamente economico che ha portato la maggioranza a fare la scelta comunicata ieri sera. Risparmi ed ottimizzazione delle risorse se ne possono fare così come è possibile effettuare una analisi delle spese del Comune per ritrovare sprechi e risorse spese male; solo a titolo di esempio ricordiamo le centinaia di migliaia di euro spesi dalle amministrazioni che hanno governato la città in questi anni per un servizio scadente e per telecamere obsolete e/o inutilizzabili, ricordiamo i soldi spesi da questa amministrazione per innaffiare campi sportivi del Manin spendendo decine di migliaia di euro di acqua potabile senza pensare alla possibilità di utilizzare i pozzi di acqua in loco o ancora alla mancata utilizzazione, come risorsa economica, del Centro di Bibbona che costituisce un patrimonio immobiliare infruttuoso per la città.La crisi economica non deve diventare una scusa per le amministrazioni comunali per alleggerirsi di servizi indispensabili, per ridurre le spese di bilancio e colpire le fasce più deboli che già si trovano in difficoltà e che essendo in pochi fanno fatica a sentire la loro voce. Invitiamo il Sindaco ad entrare in sintonia con il significato che noi diamo alla politica; ovvero solidarietà, rispetto dei bisogni dei cittadini e trasparenza nelle scelte politiche.

Gianpaolo Caponi, Angela Tittaferrante, Marco Lanzoni”.

E’ intervenuta in modo pesante anche la Lista Civica Giovani Sestesi che in un comunicato ha sottolineato che intende schierarsi al fianco dei lavoratori:

 Impossibile entrare nel merito della scelta del Sindaco Chittò sull’ esternalizzazione del servizio del CDD (centro diurno disabili), non avendo idea di come ciò avverrà. Infatti a sei mesi dall’inizio di questa “Ipotesi”, che da ieri sera è diventata ufficialmente teorema, nessuna proposta è stata avanzata. 

Ad oggi quindi contestiamo ad alta voce i tempi e soprattutto modi, a cui questa amministrazione in modo irrispettoso ci ha abituato. 

Piacevolmente stridente, quasi imbarazzante per chi ascoltava pur essendo in opposizione, la grande disponibilità da parte dei lavoratori. Tanta attenzione, tanta voglia di trovare una soluzione che si è palesata con le due ipotesi di riorganizzazione del servizio smontate a dovere dal Capo di Gabinetto dott. Finazzi. Tanti, tutti i lavoratori con uno spessore umano che ci ha lasciato con un profondo amaro in bocca nel confronto che hanno avuto con l’amministrazione nella persona del Sindaco. 

Col tempo tutto evolve e cambia, oggi più che mai ma c’è una cosa che non bisogna perdere di vista, che la politica non può dimenticare, ed è il rispetto per l’uomo cosa che è mancata in questa fase. I cambiamenti si governano, ci si candida alle elezione amministrative proprio per farlo, senza strumentalizzazioni ma anche senza poter pensare di gestire tutto come se fosse proprio; e mi riferisco al fatto che nemmeno al suo interno la maggioranza era a conoscenza della scelta del Sindaco. Noi della Lista Civica Giovani Sestesi da questo momento punteremo i riflettori su questa vicenda e se sarà necessario prenderemo posto al fianco dei lavoratori, fino a che qualcuno non ci dimostrerà che questo percorso è la strada giusta per i cittadini, per gli utenti del CDD e per i lavoratori stessi. 

Paolo Vino Segretario Politico”.

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