Ven. 03 Dic. 2021
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Alessandro Casella, il campione cinisellese di Kali

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – In un Paese dove il calcio la fa da padrone, spesso le eccellenze di altri sport passano inosservate. E’ il caso di Alessandro Casella, cinisellese doc, vincitore di medaglie d’oro ai campionati italiani, d’argento agli europei e di bronzo ai mondiali. Di quale sport? Il “Kali” o “stick fighting”, un’antica arte marziale proveniente dalle filippine che prevede l’uso di bastoni e protezioni simili alla scherma italiana. Il campione di Cinisello Balsamo ha risposto ad alcune domande di Nordmilano24.

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Da quanto tempo pratichi questo sport e perché hai scelto questa arte marziale?

“Sono ormai cinque anni che mi alleno e pratico il Kali. Volevo iniziare a studiare un’ arte marziale e, cercando qua e là, alla fine la scelta è caduta su jeet kune doo ma il programma della scuola prevedeva l’insegnamento del Kali. Diciamo che mi sono avvicinato a questa realtà un po’ per caso, è lei che ha cercato me”.

Cosa ti piace di più di questa attività sportiva?

“Oltre alle abilità tecniche che si acquisiscono, mi piace molto confrontarmi con atleti diversi e di livello sempre più alto. Ogni volta mi rimetto in gioco e durante lo scontro provo delle emozioni indescrivibili”.

L’Italia è calcio-centrica, gettando ombra su tutti gli altri sport. Secondo te quali sarebbero i vantaggi che il Kali (come altre discipline marziali) porterebbe nel mondo sportivo se fosse messa un po’ più al centro dell’attenzione dei mass media? Che contributo darebbe allo sport italiano?

“Gli sport purtroppo sono valorizzati in base a quanti soldi possono far girare e spesso molti vengono messi in un angolo. Quante volte sui giornali vediamo pagine intere dedicate a movimenti di mercato calcistico o allo scandalo del momento mentre per le vittorie a livelli mondiali di atleti in sport ‘secondari’ viene dedicato un trafiletto scarso? Il Kali sarebbe sicuramente qualcosa di nuovo, inusuale e probabilmente la curiosità spingerebbe più persone a praticarlo. Come anche in altri sport, con il Kali si apprende l’autocontrollo, il rispetto dell’avversario, la capacità di non arrendersi e la sopportazione di un duro lavoro di allenamento. Lo sport è questo. Dare spazio anche ad altri sport permette di non fossilizzarsi solo sul calcio, uscendo dalla monotonia mediatica attuale”.

Come si articola una seduta di allenamento del Kali?

“Innanzitutto c’è una prima parte di riscaldamento e successivamente molti esercizi di potenziamento. Terminata questa fase dedichiamo molto tempo a migliorare ed allenare i vari movimenti, affiniamo le tecniche, sviluppiamo le strategie di lotta ed infine combattiamo”.

Quale sarà la tua prossima avventura? Gareggerai dove e per quale titolo?

“Il prossimo appuntamento sarà per l’Europeo in Gran Bretagna il 25 e 26 luglio 2015”.

di Yuri Bianchi

 

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