Mer. 10 Ago. 2022
HomeIn evidenzaLa moschea di Sesto nascerà 'provvisoria'. Il Restellone annuncia un ricorso

La moschea di Sesto nascerà ‘provvisoria’. Il Restellone annuncia un ricorso

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI [/textmarker] – No riesce a trovare un percorso lineare e coerente il progetto di realizzazione della moschea di Sesto San Giovanni. Dopo anni di progetti sempre bocciati, di polemiche e proteste, e dopo tant parole al vento consumate dalla politica con l’associazione islamica di Sesto.

Ora si è giunti al momento in cui i fedeli musulmani dovranno lasciare la vecchia e angusta sede di via Tasso. Per sfratto inderogabile. La nuova moschea, promossa in via Luini, non è ancora partita a causa di lungaggini più politiche che burocratiche. Dunque l’unica soluzione che si è trovata è autorizzare una “moschea provvisoria” in via Luini. L’associazione costruirà a sue spese una infrastruttura provvisoria che servirà ad ospitare almeno 200 persone e che servirà a garantire le attività religiose fino a quando non sarà pronto il nuovo centro di preghiera. L’area interessata dal progetto è tuttora soggetta a bonifiche. Invece, la costruzione provvisoria sorgerà in un’area adiacente che non è soggetta a bonifiche.

Sarà costruita entro la fine della primavera con un impegno di 100.000 euro a carico dell’associazione islamica.

Nella delibera che ha autorizzato la realizzazione della nuova moschea provvisoria è stato previsto anche il congelamento delle rate che la comunità islamica sta versando al Comune per la realizzazione del progetto definitivo.

Il Comitato del Restellone che da anni si batte contro questo progetto che andrebbe inserito in un quartiere già isolato dal resto della città, ha annunciato che ricorrerà in ogni modo anche appellandosi alla nuova legge regionale sulle moschee che prevede prescrizioni particolari. “La decisione è stata presa senza interpellarci come sempre successo”, hanno commentato desolati.

D’altro canto la comunità musulmana di Sesto attende da più di 10 anni di poter realizzare la sua moschea. Ci aveva provato in via Veneto, acquistando un edificio che il Comune ha ritenuto non consono. Ci ha provato in via Trento, in un altro edificio industriale non utilizzabile.

ARTICOLI CORRELATI