Mer. 22 Set. 2021
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Sgominati i Re del rame rubato. Una banda di italiani e bosniaci dilagava nel milanese

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – E’ stata sgominata dai carabinieri di Sesto San Giovanni una banda multietnica di ladri di rame e metalli preziosi che non esitavano a compiere rapine anche violente: si tratta di 4 fratelli Rom bosniaci, 2 italiani e 3 egiziani. A loro carico, accertate, ci sarebbero 2 rapine a tir, con sequestro e aggressione degli autosti; un assalto ad un distributore di benzina a Castano Primo e una trentina difurti ai danni di aziende specializzate in stoccaggio e trattamento di metalli preziosi come rame, ottone e acciaio. Le indagini sono partite nella notte tra il 27 e il 28 aprile 2014, da Cormano, dove il conducente di un camion carico di rame era stato aggredito, imbavagliato e picchiato violentemente poco prima che consegnasse il carico ad una azienda. Ad eseguire materialmente l’aggressione erano stati i 4 bosniaci, utilizzando una Multipla color oro, elemento che si è rivelato preziso ai carabinieri per comincaire a indagare sul caso.  Da aprile 2014 a febbraio 2015 i carabinieri hanno dapprima individuato il proprietario dell’auto e poi osservato una intensa attività criminale di questa associazione a delinquere multietnica, con un ritmo di quasi un sopralluogo o un colpo commesso al giorno. Colpi che potevano arrivre a 200mila euro di valore ciascuno. Tra le rapine tutte commesse a Milano e nell’hinterland, i militari hanno ricordato quella commessa lo scorso ottobre a Trezzano sul Naviglio, con un bottino di 2 tonnellate di ottone, di valore stimato di 100mila euro. E poi decine di furti in ditte di metalli. I due italiani, 51 anni di Corsico e della Brianza, sembra guidassero i quattro Rom. I due erano commercianti di metalli e davano le soffiate sugli arrivi dei carichi di metalli nelle aziende. I tre egiziani, invece, gestivano una officina in via Ripamonti a Milano. A loro spettava il compito di far sparire i camion dopo i furti. Venivano smontati e inviati in Egitto. Per tutti l’accusa e’ di associazione a delinquere finalizzata a rapine, furto, rapine e riciclaggio.

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