Mar. 05 Lug. 2022
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Scuole belle, scuole sicure?

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – Scuole belle, scuole sicure, scuole nuove. Il tutto preceduto da hashtag, dal “cancelletto” tanto in voga anche tra le fila dei politici, per dimostrare modernità, per essere al passo con i tempi. Così veniva annunciato il maxi piano del Governo in materia di edilizia scolastica, a strenua difesa di quella scuola pubblica tanto chiacchierata e altrettanto trascurata.
Un piano massiccio, importante, dal valore superiore al miliardo di euro e che avrebbe coinvolto una scuola italiana su due, qualcosa come 4 milioni di studenti per un totale di oltre 21mila interventi.

Tra il plauso delle istituzioni e qualche perplessità da parte di chi la scuola la vive quotidianamente, ovvero non solo gli studenti, ma anche e soprattutto i docenti e il personale scolastico in genere, stanco di promesse decennali e ben più impegnato a organizzare attività didattiche, anno dopo anno, con sempre meno risorse, con sempre meno energie e, forse, anche sempre meno voglia.

Dopo i proclami in pompa magna, le speranze degli amministratori locali e dei dirigenti scolastici di vedere realmente messe a nuovo le scuole si è affievolita in fretta.

Nel Nordmilano buona parte dei faldoni di documenti preparati in fretta e furia dalle amministrazioni sono rimasti senza risposta. Paderno si è ritrovata circa 8mila euro rispetto agli 800mila richiesti per mettere mano alla scuola di via Manzoni al punto da suscitare l’ironia del sindaco Alparone, “volevamo 1 milione di euro per rendere una scuola più sicura, ce ne hanno dati poche migliaia per farla più bella” mentre Cormano ha dovuto rinunciare per l’ennesima volta al rifacimento del plesso di via Beccaria, ritenuto “non idoneo” a rientrare nelle grazie del maxi progetto.

Ironia della sorte, solo Cinisello ha fatto il “bottino pieno”, con 19 progetti approvati e un tesoretto da circa 1,3 milioni di euro.

Ironia perché proprio in questi giorni è il maxi-complesso del Parco Nord a essere oggetto di cronaca per via dei riscaldamenti che non vanno, delle filtrazioni d’acqua che hanno reso inagibili aule e laboratori e altre “facezie” di poco conto.

Certamente la competenza delle scuole del Parco Nord è della morente Provincia di Milano ma i ragazzi che si rifiutano di entrare in questi giorni vengono da Cinisello, Sesto, Bresso, vengono dal Nordmilano. Così come i docenti e tutti quelli che cercano di ridestare la scuola pubblica dal coma farmacologico in cui è costretta da anni.

Il Cartesio e il Casiraghi del Parco Nord sono solo un esempio lampante ma anche solo nel Nordmilano le situazioni critiche sono diverse. La palestra dell’Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni, si è resa inagibile dopo le ultime ondate di maltempo di novembre e un primo intervento è avvenuto solo grazie ad atleti e dirigenti del Volley Libertas, che hanno dovuto rimandare anche qualche match, tra vergogna e imbarazzo.

E la lista potrebbe continuare fino a crescere a dismisura.

Sulla bellezza degli istituti scolastici si potrebbe anche soprassedere, sulla costruzione di nuovi, al limite rimandare ma sulla sicurezza di quelli esistenti non bisognerebbe indugiare un attimo.

O almeno, così sembrava, ingenuamente, a chi ascoltava il discorso di fiducia del Premier Renzi lo scorso febbraio.

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