Sab. 27 Nov. 2021
HomeAttualitàI giovani e i social: l'intervento dello psicologo per Nordmilano24

I giovani e i social: l’intervento dello psicologo per Nordmilano24

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – La notizia di video pornografici tra minorenni del Nordmilano ha dato il via alla cronaca di questa settimana. Una notizia di estrema gravità e della medesima delicatezza, fosse anche solo per le difficoltà di affrontarla. La redazione di Nordmilano24 si è limitata a riportare i fatti, nella sua essenzialità, ovvero di due giovani, di appena 14 anni che si sono intrattenuti in un rapporto sessuale questa estate e, con preoccupante leggerezza hanno ripreso il tutto per poi diffonderlo sui social network.
Un fenomeno che questa volta ha attraversato direttamente il Nordmilano, essendo stata diffusa proprio nelle scuole del territorio, ma che riguarda tutto il Paese e tutta la così detta “generazione digitale”.
Abbiamo ritenuto opportuno quindi, interpellare un esperto, uno psicologo che spesso lavora proprio con i minori.
Ecco il suo intervento a proposito.

A cura del Dr. Lorenzo Guerra* 

Questo fatto di cronaca turba ogni adulto assennato. Probabilmente anche molti ragazzini.

I nostri figli sono tutti impazziti? abbiamo generato mostri? Probabilmente no.

E’ un insieme di questioni psicologiche comuni a tutti gli esseri umani, ma che in certe combinazioni possono essere pericolose: quindi bisogna conoscerle e insegnare a gestirle.

Per capirci qualcosa sono da distinguere prima di tutto le componenti principali.

La prima è la componente sessuale.

La seconda quella voyeuristica, l’atteggiamento per il quale piace osservare senza essere visti o partecipi.

La terza l’aspetto social delle nostre vite.

Lorenzo GuerraOggi la componente voyeuristica è un’attività di massa; ed è nuovo. Si basa sul fascino dello spiare e su un fatto psicologico forse poco noto: la percezione della propria responsabilità personale diminuisce all’aumentare della distanza fisica. Significa che quando urtiamo una persona per strada tendiamo a chiedere scusa o minimizzare il conflitto; ma per uno sgarro in macchina siamo più propensi all’insulto, se poi il problema è a migliaia di km da noi, quasi non lo sentiamo. Ci sono le auto o i km che separano i corpi e ci permettiamo qualcosa che faccia faccia difficilmente faremmo. Quindi ridurre una persona ad un’immagine sullo schermo fa sì che la percezione della responsabilità personale sia ridottissima. Per esempio difficilmente spieremmo l’affascinante collega (maggiorenne) dalla serratura del bagno, ma siamo certi non guarderemmo una sua foto osé se ci venisse spedita, magari da un amico?

Questo fa sì che la sessualità dei minorenni diventi un terreno incredibilmente pericoloso. Già delicato di per sé, ora succede qualcosa di simile alla grave contagiosità di una malattia. Una distrazione potrebbe innescare un disastro, costruito da piccoli “inoltra” la cui responsabilità personale non viene quasi percepita. Questo è il punto su cui gli adulti, le scuole, i genitori devono vigilare e informare, a fianco alla doverosa educazione sessuale e sentimentale dei ragazzini. Non serve a nulla impedire la diffusione dei social o demonizzarla, anzi: dobbiamo fare lo sforzo di comprendere e accettare la componente social della vita dei nostri figli e spiegare loro come sia un mondo da conoscere e imparare ad “abitare”: come la sessualità, che può essere fonte di amore e gioia o di grandi tragedie.

*Dr. Lorenzo Guerra
psicologo, psicoterapeuta.
specialista in psicoterapia cognitiva.
Lavora a Milano con Minori, Adolescenti e Genitori.

Ecco il suo website

ARTICOLI CORRELATI