Mar. 25 Giu. 2024
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Video porno tra adolescenti sui Social, nel Nord Milano denunce e perquisizioni

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – Pornografia a 15 anni. E’ una brutta storia quella che si racconta da giorni tra i giovani del Nordmilano. Un gruppo di 4 o 5 ragazzi, alcuni dei quali frequentano un istituto superiore del Nordmilano (ma questo poco importa perché i fatti sono avvenuti in estate) si è reso protagonista di una aberrante vicenda di sesso minorile che grazie alle nuove tecnologie e all’uso sfrenato dei Social, è diventata di dominio pubblico tra i ragazzi di molte scuole superiori di Sesto San Giovanni, Cinisello e di Milano, e che si sta diffondendo incontrollata tra i giovani di compagnie, gruppi sportivi attraverso i Social.

Nell’essenzialità della cronaca, il fatto è il seguente: un gruppo di ragazzi ha partecipato alla ripresa di due video, realizzata in una sera d’estate, nei quali una ragazza che probabilmente ha solo 14 anni, si è intrattenuta sessualmente con un altro minore. Il video è stato diffuso via Whatsapp nei primi giorni di ottobre, dando il via a una catena di condivisioni diffuse a macchia d’olio tra i compagni di scuola, poi tra i gruppi di altre scuole e ora anche tra altri gruppi informali nel milanese.

Un caso devastante per il mondo degli adulti, pericolosissimo per quello dei minori. Molte scuole milanesi e della Brianza raggiunte dall’eco dei video trasmessi via Social, si sono rivolte alle forze dell’ordine per denunciare il caso.

I risvolti di questa storia, partita come una bravata di cattivo gusto, ora rischiano di essere terrificanti.

La Polizia Postale di Milano, oggi divenuta la forza dell’ordine di riferimento per i reati informatici, sta indagando sulla diffusione del video.

La legge è chiara: secondo l’articolo 600 ter del Codice Penale chiunque diffonda materiale pedo pornografico rischia da sei a dodici anni di condanna e  la multa da euro 24.000 a euro 240.000.

Chi ha realizzato il video, chi lo ha diffuso la prima volta e tutti gli altri che si sono adoperati per rilanciarlo, adesso rischiano di ricadere in questa specifica violazione della legge che, proprio come la diffusione senza limiti dei video, ora potrebbe avere una diffusione senza limiti delle conseguenze.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Il Giorno, nel fine settimana si sono tenute le prime perquisizione in casa di alcuni dei minorenni che hanno ricevuto o diffuso il video. Telefonini e computer sequestrati. L’impressione è che questo caso possa assumere dimensioni che sembravano impensabili ai ragazzi.

Ciò che rimane è un gran vuoto tra questi ragazzi, sia nell’educazione sessuale che nella disciplina nell’uso dei moderni sistemi di comunicazione. Un vuoto che, questo si, non può che essere attribuito agli adulti.

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