Mar. 29 Nov. 2022
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Un cinisellese potrebbe salvare l’incubatore Lib

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Sesto città degli Incubatori d’Impresa. Sesto città che potrebbe vedere la prima chisura di un Incubatore d’Impresa pubblico, fallito nonostante sia pieno di inquilini che pagano l’affitto.

E’ l’ennesimo paradosso di Sesto San Giovanni. Città che si prepara a inaugurare il nuovo Incubatore d’Impresa Co+Fabb, e che a fine mese potrebbe vedere la chiusura per fallimento del Lib, uno dei pirmi luoghi in Italia a promuovere e sostenere la crescita delle start up, le piccole imprese ad alta tecnologia. La società pubblica, partecipata dalla Provincia di Milano e dai comuni del Nord Milano, è fallita un anno fa, fagocitata dagli interessi politici che hanno lasciato un debito di 5 milioni di euro. L’incubatore Lib è stato tenuto in vita perché al suo interno ci sono 20 imprese e oltre 100 persone che lavorano quotidianamente. La formula funziona, ma per salvare il Lib occorre saldare i debiti della società capogruppo Milano-Metropoli.

L’incertezza regna sovrana, come testimonia la lettera scritta dall’imprenditore Graziano Camanzi nei giorni scorsi, che abbiamo pubblicato. Il liquitadotore Michele Scillieri ha chiesto e ottenuto dal Giudice Fallimentare di poter proseguire l’attività fino a fine ottobre. Ora chiederà allo stesso giudice una nuova proroga del fallimento fino a febbriao, per poter tentare di chiudere una trattavia che sarebbe in corso con un’imprenditore di Cinisello. Ma già era stata fatta fallire la trattativa con gli stessi imprenditori inquilini della struttura che sorge in via Venezia a Sesto San Giovanni. La loro offerta era stata gudicata non congrua dalla banca Bcc che detiene l’ipoteca dell’immobile che ospita l’incubatore. Il tempo stringe. Se sarà accordata la nuova proroga, si dovrà agire in fretta per non fallire.

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