Mer. 26 Gen. 2022
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Studenti in piazza, le motivazioni dell’Unione degli Studenti

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Una riforma calata dall’alto. Lavoro gratis e senza diritti, precarietà lavorativa. Una scuola più simile ad una azienda e sostegno agli istituti privati. Queste sono alcuni dei rischi che gli studenti scesi in piazza hanno denunciato ieri, nella loro manifestazione di protesta contro le linee guida della riforma della scuola del Governo Renzi. In piazza, insieme ai tremila ragazzi che hanno fatto sentire la loro voce al grido di una scuola “pubblica, laica e gratuita” oppure urlando lo slogan: “istruzione gratuita, lavoro remunerato”, c’erano anche i membri del sindacato degli studenti Unione degli Studenti di Sesto e del collettivo Casiraghi.

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Ecco le loro rivendicazioni:

MANCANZA DI COINVOLGIMENTO – “Il governo pretende di chiamare partecipazione una consultazione online nella quale le linee guida sono già calate dall’altro e gli studenti non hanno una reale possibilità di portare le loro proposte. Inoltre a questa consultazione, per la quale è richiesto solo un indirizzo e-mail, ciascuno può votare quante volte vuole, spacciandosi per studente, professore o preside”.

CONTRO IL LAVORO GRATUITO PER LE AZIENDE – “Le linee guida del governo sono chiare: vuole sottomettere la scuola agli interessi di privati che potranno avere manodopera gratuita attraverso il meccanismo scuola-lavoro proposto dal governo; sistema che pone studenti e studentesse a dover lavorare gratis e senza diritti. L’Unione degli Studenti rivendica da tempo la necessità di adottare e applicare uno Statuto degli studenti e studentesse in stage, per impedire lo sfruttamento di manodopera gratuita per un lavoro che non è neppure formativo”.

“Ma il lavoro gratuito e precario è il modello che il governo vuole seguire, con la normalizzazione della precarietà lavorativa. Expo rappresenta la punta dell’iceberg di questo sistema: 18500 giovani verranno chiamati a lavorare gratis per questo mega-evento che trasformerà Milano in una vetrina, senza guardare agli interessi dei cittadini, e che sarà un’occasione per l’arricchimento di pochi e per speculare”.

GLI STUDENTI VOGLIONO ESSERE PROTAGONISTI – “Gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza in tutta la Lombardia e in tutta Italia per entrare in scena e pretendere il protagonismo che spetta loro.
Sono scesi in piazza per rivendicare una scuola gratuita, pubblica, laica e di qualità.
Gli studenti sono scesi in piazza per un’altra idea di scuola, respingendo la competizione e l’individualismo in favore della cooperazione.
Gli studenti sono scesi in piazza per il Diritto allo Studio: in un momento di crisi, durante il quale sempre più studenti non possono permettersi di studiare, il governo ritiene non importante investire per garantire a tutti la possibilità di studiare.
Gli studenti sono scesi in piazza contro la scuola-azienda voluta dal governo, perché l’Istruzione non può essere sottomessa al Mercato del lavoro, e deve invece avere un ruolo rivoluzionario per la trasformazione della società.

Siamo scesi in piazza per affermare con forza che il futuro è nostro e ce lo riprenderemo”.

Info: Unione degli studenti di Sesto

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