Mar. 25 Gen. 2022
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Roberto Befera e la Silicon Valley di Cusano Milanino

[textmarker color=”E63631″]CUSANO MILANINO[/textmarker] – “Il maker è un artigiano tecnologico, non deve essere per forza un genio”. Roberto Befera spiega così, con semplicità, uno dei tanti termini anglofoni che intasano il quotidiano ma dei quali si sa ben poco. Eppure qualcosa di geniale c’è, se non altro nello spirito alla base del progetto Share Makerspace nato a Cusano Milanino dalla mente di imprenditore illuminato di Befera.

Il maker è un artigiano tecnologico

Uno spazio condiviso, a disposizione di architetti, ingegneri, desiner ma anche tecnici e creativi, capaci di far andare velocemente le mani e il cervello di pari passo.

Luca Frettoli, co fondatore di Share Makerplace
Luca Frettoli, co fondatore di Share Makerplace

Il tutto prende forma velocemente e l’idea di Befera diventa concreta grazie all’incontro con i fratelli Luca e Simone Frettoli e un gruppo di ragazzi studenti del Politecnico di Milano.
“Avevo questo grande spazio da affittare e, considerati i tempi di crisi, non riscontravo interesse – racconta a Nordmilano24 -. Così ho pensato di farne qualcosa ma quando ho proposto l’idea di un laboratorio condiviso ai miei coetanei mi hanno risposto “cosa si guadagna?” quando ho incontrato i ragazzi mi hanno detto “quando si cominicia?””.
E così in un’area della vecchia Gerli viene allestito Share Makerspace, un salone di 200 metri quadri con macchinari come stampanti 3d, plotter da taglio, fresa cnc, oltre a postazioni per lavori più manuali con numerosi attrezzi.

“Share è di fatto un’associazione e come tale deve rimanere – precisa Roberto -, noi chiediamo una quota di iscrizione minima e qualcosa per l’utilizzo di macchinari, poi gli associati possono creare quello che vogliono e, possibilmente collaborare; la base del movimento maker è la condivisione, lo scambio”.Cusano_Sharemaker

Diventando però anche uno punto di riferimento per le aziende. “Qui possiamo realizzare domotica low cost – spiega Luca Frettoli, che di Share è il co-fondatore -, con le stampanti 3d e le schede Arduino si può realizzare di tutto, le aziende possono commissionarci dei lavori ma anche spiegarci di cosa hanno bisogno e affidarsi a noi per realizzarlo”.

Alla base del movimento maker c’è la condivisione, lo scambio.

Come associazione Share vuole lavorare anche sul territorio.“Da novembre partiremo con i corsi per i bambini – aggiunge Befera -, ne faremo anche per i disoccupati e poi vogliamo lavorare tanto con le scuole; possono mandarci gli studenti sia durante le ore scolastiche che nel dopo scuola per imparare a conoscere e utilizzare i nostri strumenti”.

Il progetto va oltre il concetto di co-working ed è una realtà pressoché ancora sconosciuta in Italia.

“Le aziende possono supportarci in qualsiasi modo, donandoci materiale che non utilizzano o commissionando progetti che poi i ragazzi realizzeranno in autonomia unendo le forze – afferma l’ideatore –. Dal comune mi aspetto almeno un aiuto istituzionale; l’assessore al commercio è un giovane e a sua volta ha un progetto start-up, confidiamo ci possa aiutare. Personalmente ho deciso di darmi un anno di tempo nel quale metto lo spazio a disposizione gratuitamente e tutto me stesso dentro questo progetto, tra dodici mesi capiremo se abbiamo fatto la scelta giusta o meno”.

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