Lun. 25 Ott. 2021
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Davide, il ragazzo normale diventato killer

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – “Non vedo Davide da anni, questa notizia mi ha raggelato perché è sempre stato un ragazzo normale”. Lo ha dichiarato al telefono alle agenzie di stampa da zia acquisita di Davide Frigatti, che ha così commentato l’arresto del nipote.

Davide è conosciuto in città: un ragazzo del 1980 che ama lo sport. Il calcio in primis, ma faceva anche molta palestra e piscina. “Sono quattro anni che non vedo Davide e la sua famiglia, da quando è mancato mio marito, che era il fratello del padre di Davide, e non posso dare giudizi – continua la zia, che abita a Cinisello Balsamo e ha mantenuto il cognome da sposata – ma se è stato lui ha fatto davvero una cosa bruttissima, non so nemmeno cosa possa essersi scatenato nella sua testa”.

Un ragazzo normale. Lo dicono tutti. Lo dice la sua bacheca Facebook: l’ultimo post è di ieri ed è l’emblema della normalità. “Giocare a 7 sotto sotto la pioggia come gli scozzesi non ha prezzo”. Immagini di calcio, della Juventus; immagini di vita, di tutti i giorni. Tanti selfie, anche in montagna, con gli amici. A Cinisello, gli amici, i parenti, i vicini di casa, tutti sono sconvolti e si domandano cosa sia potuto accadere nella sua testa, quale sia stato il motivo che abbia scatenato cotanta violenza.

Una difficoltà nella vita professionale? Forse. Davide lavorava come grafico pubblicitario. Negli ultimi mesi la crisi aveva colpito anche lui ma si era rimboccato le maniche e da circa tre mesi aveva ripreso a lavorare in una agenzia di Milano. Lui, grafico pubblicitario, si definiva creativo. Nello spazio dedicato a capacità e competenze personali del suo profilo Linkedin aveva scritto: “Ho una naturale predisposizione al raggiungimento degli obiettivi, il mio carattere determinato mi porta in breve tempo anche sotto pressione a raggiungere gli scopi prefissati”.

Le ultime immagini di Davide sono quelle che sono circolate sul web: un video che lo ritrae nudo, nei pressi del ponte di Bresso, pochi attimi prima del fermo della polizia. “Sono un uomo libero”: urla, fuori di sé. Irriconoscibile, soprattutto a chi gli vuole bene da una vita intera.

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