Mar. 17 Mag. 2022
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Tenta il suicidio in vacanza, sestese salvato in extremis da una telefonata

[textmarker color=”E63635″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Una telefonata ti allunga la vita, diceva una pubblicità. A un sestese di 45 anni, una telefonata gliel’ha proprio salvata la vita, evitando che una  vacanza nel Salento si trasformasse in tragedia.

L’uomo, prima di tentare il suicidio, ha voluto salutare un amico lontano, confidandogli la terribile intenzione. L’amico, maresciallo dei carabinieri in servizio a Ugento, invece di prendere alla leggera la confessione, si è subito attivato, facendo scattare la catena dei soccorsi che l’hanno salvato in extremis: mentre era già cianotico, con la cintura di sicurezza legata attorno al collo e dei guanti di lattice infilati nella trachea. La storia è stata riportata da un quotidiano locale salentino, LeccePrima.

Dopo un banale diverbio con la moglie, verso le 12,30 il 45enne residente a Sesto, si è allontanato dalla casa dove era in vacanza in Puglia. Ha chiamato il suo amico e gli ha manifestato l’intenzione di farla finita. Subito l’amico carabiniere, preoccupato, ha chiamato i colleghi di Gallipoli, sapendo che si trovava in vacanza in quelle zone. I carabinieri si sono fatti dare il numero dell’uomo e hanno provato un tentativo di chiamata. Al numero sconosciuto, il sestese ha risposto senza parlare. Quei pochi secondi in ascolto sono bastati per rintracciare la cella telefonica di provenienza e individuarlo: l’uomo era a Galatone, in piazza Padre Pio.

Subito è scattato l’intervento: i carabinieri l’hanno trovato una mezz’ora dopo, in macchina, privo di coscienza, con la cintura di sicurezza attaccata ma avvolta attorno al capo, i guanti di lattice in bocca. L’uomo stava soffocando. Sono così intervenuti i sanitari del 118, che l’hanno soccorso sul posto e poi portato all’ospedale Santa Caterina Novella di Galatina, dove è stato tenuto sotto osservazione.

Alla base del gesto sembra ci sia stato un banale diverbio con la moglie. Anche se lieve, è bastato per far scattare l’intenzione di farla finita anche perché l’uomo pare soffra di disturbi dell’umore. Ma il segnale di salvezza mandato prima di farlo, all’amico giusto, gli ha salvato la vita.

(foto di repertorio)

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